Disperso

La pioggia continua a cadere da giorni, le gocce scendono a ritmi sempre più frenetici.

Il Disperso è in macchina da ore. Fissa le due sbarre nere ripetersi monotonamente in una danza che non le neutralizza.

La strada sembra essere costellata di vetri e diamanti, specchia un mondo granelloso e capovolto, deformando le malate luci dei lampioni. Il tutto pare sintetizzare un miserevole remake di Blade Runner.

Le gomme allontanano l’acqua dall’asfalto con ondate impetuose nel momento di collisione con le pozzanghere. Il rhythm and blues di Ray Charles, scorre sul display blu della radio, mentre caroselli di concetti sfuggono pigri sul limitare della mente.

Il Disperso è assorto dai pensieri che procedono come scene di un film, interpretato da briciole di intuizione, segni di filosofia, lacrime di memoria.

Riacquistato un momento di lucidità, si accorge di aver completamente sbagliato strada svoltando per una scorciatoia al quanto agreste. Per un po’ ha come la sensazione di procedere su di una superficie lunare, con crateri che appaiono d’improvviso illuminati dai fari dell’auto.

Non ha la minima idea di dove sia finito, sta guidando da più di un chilometro senza trovare l’ombra di una indicazione.

Sono le tre passate e decide di fare tappa. Spegne il motore, scende dal veicolo e si guarda attorno. Si trova in mezzo al nulla ma all’istante è invaso da un senso di libertà più che inquietudine.

Si siede sulla polvere appoggiando la schiena al cerchione della ruota anteriore. Il cellulare in mezzo al niente non dà segni di vita nemmeno per miracolo e in fondo gli va bene così. Forse è la prima volta che può godersi un attimo di pace, senza voci, telefonate, impegni in vista ed eccessivo stress.

In poco tempo scioglie i pensieri giù per la distesa infinita e, visto come corrono svelti, sembra che già conoscano a memoria ogni zolla e filo d’erba.

Gli occhi del Disperso fissano un telo nero con incalcolabili punti scintillanti, non ha mai visto così tante stelle, il cielo delle città caotiche dove è stato è sempre coperto.

Pian piano le vertigini del sonno gli addolciscono i contorni, tutto appare sbiadito con gradazioni da caleidoscopio, sulla frequenza di miraggi onirici.

Vale sempre la pena di perdersi così.

V.

disperso                  Sito Instagram: rob_2792

4 pensieri su “Disperso

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