De brevitate vitae

Il “De brevitate vitae” di Seneca, dovrebbe essere interamente riportato e discusso per comprendere pienamente il senso filosofico che egli attribuisce alla “brevità della vita”, ponendo al centro dell’argomentazione il valore del tempo e la necessità di spenderlo nel miglior modo possibile.

Per Seneca la vita non è breve, ma è poco il tempo che si vive veramente, a confronto di quello che si spreca nelle occupazioni più varie, senza neanche avvedersene. Egli sostiene che si può, ad esempio, “esistere” a lungo senza aver “vissuto” a lungo, poiché il passato, il presente e il futuro hanno una consistenza diversa, a seconda del modo in cui l’uomo riesce a valorizzarli. É proprio partendo da queste considerazioni sulla brevità della vita che dovremmo comprendere la necessità dell’estraniarsi e del concedersi alla solitudine per coglierne il senso poiché, infatti, il tempo “non si vede“, ma esiste e si protrae, ancora e ancora.

V.

de brevitate vitaeGreenland, luna park abbandotato di Limbiate.

Galassia Privata

Nella mia Galassia Privata, l’etica personale gioca un ruolo indispensabile.

Anche se ne ho una che gira su orbite ellittiche fatte di vertigini…

Questo non mi preoccupa quando mi staziono in certi comportamenti ed esamino con nozioni telescopiche, capaci di decifrarne i tracciati, quella fetta di universo.

Mai stata infallibile o troppo saggia, ho fatto un sacco di sbagli nella mia vita, ne farò ancora! Anche se ogni volta che la Terra inventa una rivoluzione orbitale, sorge l’illusione di una minore permeabilità agli errori.

che dire…mi incanta l’effetto poetico che muove le sfere, poichè anche quando i mondi collidono con rabbia può capitare che ci sia un finale nobile e prezioso.

L’universo lo voglio del colore di una supernova, odio il disfacimento dei pianeti che girano solo per inerzia.

V.

gALASSIA PRIVATA     Civico Planetario Ulrico Hoepli, Milano

22/05/17 Manchester

Tra musica e terrore.
Dolori lancinanti
e mute preci…
disciolte in lacrime salmastre.
Sgomento d’impotenza
e viva rabbia
per chi invoca Dio
e regala morte.
Nere bandiere
portano sterminio
e stupidi seguaci
distruggono il passato.
Stolti!
Nessuno muta
la storia millenaria
e la guerra è sempre
orrore.
E tu che punti il dito
e mi condanni…
dimmi chi annaffiò
la malapianta?
Non darti arie…
mi fai schifo!
Per sogni di potere
e vile denaro lordasti
l’anima e la stirpe.
Labile memoria d’Occidente…
adesso paga il fio
della tua colpa…
sei tu la serpe
che arma il pugno
dell’imbecille terrorista e dei politicanti osceni.
V.
manchester

Un Amico non si Dimentica!

Dedicato agli Assenti al Memorial di Luca Maynardi, agli Amici, Parenti che garantivano la loro presenza. Io che sono uno Spirito Libero, non ho peli sulla lingua né timore di dedicarvi questi versi. Mi auguro che la dimenticanza di questo anno non si verifichi anche il prossimo.

Guardatevi dentro.

Saluti.

La dimenticanza…

La scopri…

ogni giorno…

scavando sotto la coltre dell’apparenza,

del perbenismo

e dei faremo…

delle anime da poco…

Figuranti…

Figure spigolanti

dalla parola obliqua,

garanzie tamquam non esset.

Ma non sprecherò altre parole

per immortalare la vostra dimenticanza,

la vostra assenza,

il paradossale nulla…

senza luce…

senza voce.

Un Amico non si Dimentica.

Malvolentieri ,

vi lascio ai vuoti d’indifferenza

che sconosco.

V.

luca m

L’Amore che m’avvolge

L’amore che m’avvolge.
Ardori antichi incendiano il cuor mio,
quasi che da essi
il mondo scaturisse.
Groviglio d’emozioni
è l’amor mio,
fiamma viva
che la mente
non sostiene.
L’ardore che m’avvolge
non nasce dal pensiero
e non è statua d’Ermete,
ma tu sei palude
e scorrere non puoi.
L’amore che m’avvolge
è vampa estrema,
è luce diversa
da ogni altra,
potente e fragile
al contempo.
Leggero e prorompente
è l’amor mio,
un felpato passo
senza impronta,
traboccante di
attenzioni adamantine,
è un fil di seta
che scompare
senza traccia.
Io ora non capisco
se sogno
o son cosciente,
eppure ardo
nell’unicità del tempo
che mi vive.
V.
L'amore che m'avvolge