Inconsapevole

Giro nel mio vuoto

per superare il velo

che la vista occlude.

Improvvise percezioni

colmano mancanze

zoppe d’esperienza

e l’oltre si palesa

valicando le barriere

dell’inconsapevolezza.

Ora nitidamente vedo

il volto del vero

che dissipa e consuma

piani d’esistenza

ad ovest del sole.

V.

INCONSAPEVOLE

Monument Valley, Arizona.

 

 

 

 

L’Etá del Mondo 

“La mia età è l’età del mondo” è una frase di Friedrich Schiller utilizzata dall’artista Anselm Kiefer quando presentò una mostra a Roma.

Schiller è un artista romantico e come tale è un nostalgico.

 La sua nostalgia però non ha nulla di svenevole, non cade nella commiserazione per una mitica e irripetibile età dell’oro.

È una nostalgia che guarda al passato ma che non è passatista.

È la nostalgia di Goethe e Novalis, per cui attiva, che sa, come scriveva Bernardo da Chiaravalle, che “non siamo altro che nani sulle spalle dei giganti”.

Per questo l’età di ognuno è l’età del mondo e per questo dobbiamo continuare imperterriti a riscrivere le nostre età attraverso i testi e i progetti di chi ci ha preceduto considerando l’impegno come un dovere estetico nei confronti di Noi stessi e di chi verrà dopo.

V.

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Barcelona, Spain.

A tavola con persone sbagliate

Mi è capitato di sedermi

ad un tavolo di persone

che con me non c’entravano niente.

Intitolai quella sera:

“Il tripudio ottuso dell’idiozia”.

Il menù della cena si presentava

con l’insensata passività delle idee,

quell’ipocrita ed insulsa pesantezza

che lacera l’acciaio

e si nutre di certezze granitiche,

disgustose

come vermi di filo spinato.

Anche il vino di quel banchetto

mi fu amaro come

il più rancido dei veleni

dunque ci misi poco a decidere

di alzarmi e andar via.

Ripensando a quel momento,

sono solo fiera della scelta che feci.

Uscita dal ristorante

quella notte,

dissolsi il mio tempo

nel più nobile

dei sospiri.

Diedi un bacio alla Luna

e mi sentii più leggera e viva,

promettendomi

di non bere

neanche un goccio di vino

con persone non affini

che avrebbero rubato

anche solo un minuto

del mio tempo.

V.

a tavola con gente sbagliata