La prima Ira

Grazie ad Eleonora Viggiani per avermi donato un altro suo scritto da condividere con voi.

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In questi giorni che finisce un’era mi ritrovo con non poca Ira, che se non era per sua parola sarei sospesa ben oltre l’ora.
Per ogni mai che prendo al tempo reggerò il gioco a un giorno intero. Passerà luna, camminerò ombre sulle sue onde alzate al mare nei giorni a te che resti chino sopra lo specchio e cerchi me nel suo riflesso, ma non ti accorgi dei giochi, falsi assi nella partita che fai di me.
Se pur vittoria, che cosa resta per dono a me?
Volevo te senza clamori, speravo te senza preghiera, ed ora guardo solo la scia che segna il passo solco di te.
Il cielo aumenta di volta in volta e mi trasporta lontano in se che non ritrovo neanche l’onda che mi richiama per farsi me.
Son dove sono e come sono lo vedo in te che sei disperso al capoverso cercando me.

Eleonora Viggiani

L’assenza

La mia ombra

scivola sui muri

di questa stanza

chiusa al mondo.

Ho dato vita al tempo

per avere competenza

contro gli errori

e l’ignoranza…

che chi vanta intelligenza

chiama inesperienza.

Il tamburo del mio petto

altero batte

fingendo sufficienza,

ma in segreto urla…

e piange la tua assenza.

Da troppo questi occhi

aspettano il tuo volto

e ora sono stanchi

di lacrime e collirio.

Uscirò da questa stanza

per cercarti…

per cercarmi…

Per dare un senso al vuoto.

V.