Gli specchi

Alzò le braccia al cielo e cadde,

svampando come il ramoscello

arso dalla lava incandescente.

Così, senza un grido od un lamento,

perí l’ultimo nocchier dell’avanguardia.

La flotta, preda d’un terrore ignoto,

ammainati i baldanzosi drappi,

verso il patrio mar volse le prue.

Solo con la forza d’uno specchio,

l’ingegno smisurato d’Archimede

arse le possenti navi senza fiamma.

Fu forse all’ombra del vulcano

ch’egli partorì cotanta furia?

O fu un capriccio di quei Dei

che già pregammo invano?

Oh quante volte ignorarono la prece

d’un popolo in catene!

Qualsiasi cosa fu servì allo scopo.

Per anni le voraci orde dei nemici,

si ritirarono confusi dalla pugna,

tornarono mesti sui loro passi.

Ora non salgo più su quelle dune,

ove il mio sguardo perso all’orizzonte,

cercava le vele dell’ennesimo invasore.

Adesso, sgombra da paure e gravi lutti,

ripensando ai flutti che celano i relitti,

quella calma ed accogliente spiaggia,

afflitta dal furor di tanti scontri,

a tutti pare inaccessibile scogliera.

V.

Vulcano Bromo, Indonesia 🇮🇩

6 pensieri su “Gli specchi

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