Strane parole

Suonano strane le parole

se anche il cuore duole,

quando è difficile colpire

la tua ombra all’imbrunire…

Suonano strane le parole

se anche l’anima ti vuole,

quando un solo attimo

può regalare un brivido…

Suonano strane le parole

se poi evapori col sole,

quando tu vai via

e non vedi la mia scia…

Suona strana la mia musica

se poi cede in una lacrima,

quando

la stella del mio cielo

si eclissa dietro un velo…

V.

Bali, Indonesia 🇮🇩

Passione

Misteriosa è la ricerca

della felicità possibile

che l’anima rincorre

nell’equilibrio un po’ precario

che la domanda pone…

tra l’allegria e il dolore

d’un distacco che soggiace

alla morale e al moralismo

delle sentenze quotidiane…

Si…

ci vuol coraggio

a preferire una domanda

alle tante inutili risposte

in quest’attimo fugace

che chiamiamo vita…

Si…

occorre sofferenza

per misurare la distanza…

Si…

ci vuole l’amore

per serbare un bel ricordo…

Il pathos è la scintilla

che ogni cosa muove

e anche l’amore

vi scorge radice…

Io specular non voglio

sui vuoti del tragitto,

ma darò fiato alla parola…

finché si farà voce…

profondissima e capace

di far gioire il cuore…

ricordando la passione

che fu nostra e che sarà.

V.

passione

Nusa Penida, Indonesia.

Feeling

Due stelle nell’azzurro,

due lampi nella notte,

i tuoi occhi su di me…

Specchi riflessi nei pensieri

per scoprire la maniera

di afferrare un’emozione…

tra la brezza e questo mare

che accarezzano la pelle

come i petali di un fiore.

V.

Nusa Penida, Indonesia 🇮🇩

Controvento

Spiegami il perché

di questo viaggio

inaspettato

verso luoghi che non cerco…

Ho vissuto e ancora vivo,

ma non colgo

il punto d’esistenza

in cui mi trovo…

Amo stare qui

nel mio dolce rimanere

tra la terra e il cielo,

tra la riva e il mare…

Forte spira il vento

e gonfio è l’aquilone

che lontano mi conduce

tra spavento ed emozione…

E tu che altrove mi accompagni

quale vantaggio otterrai

dalla mia furia

quando sarò senza compagni?

Può sembrare sortilegio

il volo sopra l’aquilone,

ma è una brezza passeggera,

un sogno, un’illusione…

La trama è finta o veritiera,

ma chi mai potrà creare

un mondo nuovo per qualcuno

senza averne visto uno?

Se guardi le nuvole capisci

che il vento non le rende

somiglianti ai pesci,

lo sai che è solo un’illusione…

È l’enigma della tua immaginazione.

V.

A Francesca

Benderò i miei occhi

e ti vedrò

oltre la vista,

sorella, cugina, amica…

Ma tu che etichetta

non hai,

riuscire a spiegare

il sentimento che provo

non so…

Ci immagino insieme

affacciate in silenzio

alla finestra sgangherata

della nonna,

il nostro sguardo

si muove

verso la ripida discesa,

tra la piazza del paese

e la vita.

S’affollano i ricordi

nutrenti slanci

e chiusure

di spiriti bambini.

Riguardo le nostro foto

mentre il tempo fugge,

ma non sarà così…

per sempre.

Custodirò i miei versi

che raccontano di te,

e li terrò distanti

dai clamori di un mondo

che ha obliato

la bellezza.

Non udiranno

le tue sagge parole

sussurrate per placare

il mio sconforto.

Non sapranno che

anche il vento

si fece soffio,

per sfiorare

la tua chioma

di ricci lucenti.

Non scopriranno

come abbiamo mutato

il tempo

in particella d’infinito,

incapace di scalfire

il nostro spirito.

Non conosceranno

l’enigma di due anime

annodate nei millenni

che ogni volta

si ritrovano

e trovano risposta.

V.

20/07/2018

Emozioni

Intonerò il mio canto

a questa vita…

e vestirò i colori

di voi così diverse…

di tristezza ed allegria,

di angoscia ed euforia,

di felicità e malinconia.

L’atmosfera emozionale

del mio essere nel mondo…

tesserà la trama del sentire…

e mentre voi vi schiuderete…

indosserò i colori

dell’esistenza mia pervasa.

Terrò per me

solo il silenzio

e questa brezza

che delicata spiegherà

il perché della mia noia.

V.

Malang, Indonesia.

La Quercia

Qui dove domina l’inverno

ogni elemento si scatena

nel furore di tempesta,

ma io sono fuscello

e non reggerò alla furia.

E tu che connetti

i tre piani d’esistenza…

tu, greve pelle di corazza,

radice salda come roccia,

emblema della selva,

accorri al mio richiamo

e sii il mio scudo ora…

All’alba la luce tornerà

e sarai sempre tu

il simbolo potente…

Il vegetale refrigerio

che anima la vita…

Così esisteremo insieme,

sempre svettanti

al mutar delle stagioni…

e ad ogni risveglio

avrò fiducia nella sorte.

V.

Il dipinto è di Gaia Gea Anastasio, potete seguirla sul suo profilo Instagram @gea_life e trovate i suoi lavori artistici seguendo @gea_life_art

Il dipinto è di Gaia Gea Anastasio, potete seguirla sul suo profilo Instagram @gea_life.

Trovate i suoi lavori artistici seguendo sempre su ig @gea_life_art.

Gli specchi

Alzò le braccia al cielo e cadde,

svampando come il ramoscello

arso dalla lava incandescente.

Così, senza un grido od un lamento,

perí l’ultimo nocchier dell’avanguardia.

La flotta, preda d’un terrore ignoto,

ammainati i baldanzosi drappi,

verso il patrio mar volse le prue.

Solo con la forza d’uno specchio,

l’ingegno smisurato d’Archimede

arse le possenti navi senza fiamma.

Fu forse all’ombra del vulcano

ch’egli partorì cotanta furia?

O fu un capriccio di quei Dei

che già pregammo invano?

Oh quante volte ignorarono la prece

d’un popolo in catene!

Qualsiasi cosa fu servì allo scopo.

Per anni le voraci orde dei nemici,

si ritirarono confusi dalla pugna,

tornando mesti sui lor passi.

Ora non salgo più su quelle dune,

ove il mio sguardo perso all’orizzonte,

cercava le vele dell’ennesimo invasore.

Adesso, sgombra da paure e gravi lutti,

ripensando ai flutti che celano i relitti,

quella calma ed accogliente spiaggia,

afflitta dal furor di tanti scontri,

a tutti pare inaccessibile scogliera.

V.

Vulcano Bromo, Indonesia 🇮🇩

La prima Ira

Grazie ad Eleonora Viggiani per avermi donato un altro suo scritto da condividere con voi.

~

In questi giorni che finisce un’era mi ritrovo con non poca Ira, che se non era per sua parola sarei sospesa ben oltre l’ora.
Per ogni mai che prendo al tempo reggerò il gioco a un giorno intero. Passerà luna, camminerò ombre sulle sue onde alzate al mare nei giorni a te che resti chino sopra lo specchio e cerchi me nel suo riflesso, ma non ti accorgi dei giochi, falsi assi nella partita che fai di me.
Se pur vittoria, che cosa resta per dono a me?
Volevo te senza clamori, speravo te senza preghiera, ed ora guardo solo la scia che segna il passo solco di te.
Il cielo aumenta di volta in volta e mi trasporta lontano in se che non ritrovo neanche l’onda che mi richiama per farsi me.
Son dove sono e come sono lo vedo in te che sei disperso al capoverso cercando me.

Eleonora Viggiani