Strana la Vita

Come è strana la vita!

E spesso carogna il destino!

A volte mi abbandono al disinganno di aver speso male il mio tempo.

Poi penso che se non ci fossero state giornate di pioggia, mai mi sarei accorta dei giorni di sole.

Ciò che conta, alla fine, rimane la reazione, l’atteggiamento di apertura nella capacità di dare un significato a quegli incontri e alle persone che, nel bene ma soprattutto nel male, hanno incrociato il mio cammino, rappresentando l’esempio da seguire o l’idea di un precipizio assoluto.

Ho avuto abbastanza coraggio nel non mutare il mio essere nonostante tutta la pioggia e il freddo preso.

E ci vuole coraggio si…a rimanere veri in questa società che lavora costantemente al modo migliore per allontanarti da te stesso.

Dunque, nonostante la scomodità che rappresento per certe persone, ho scelto di essere la donna che sono indipendentemente da quello che possono pensare o presumere di conoscere.

V.

L’Etá del Mondo 

“La mia età è l’età del mondo” è una frase di Friedrich Schiller utilizzata dall’artista Anselm Kiefer quando presentò una mostra a Roma.

Schiller è un artista romantico e come tale è un nostalgico.

 La sua nostalgia però non ha nulla di svenevole, non cade nella commiserazione per una mitica e irripetibile età dell’oro.

È una nostalgia che guarda al passato ma che non è passatista.

È la nostalgia di Goethe e Novalis, per cui attiva, che sa, come scriveva Bernardo da Chiaravalle, che “non siamo altro che nani sulle spalle dei giganti”.

Per questo l’età di ognuno è l’età del mondo e per questo dobbiamo continuare imperterriti a riscrivere le nostre età attraverso i testi e i progetti di chi ci ha preceduto considerando l’impegno come un dovere estetico nei confronti di Noi stessi e di chi verrà dopo.

V.

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Barcelona, Spain.

L’ultimo giorno d’Estate

Oggi è l’ultimo giorno d’estate,

stagione in cui sono nata e che amo,

estate tutto l’anno sarebbe uno dei miei desideri.

Ma domani si apriranno le porte

alla mia stagione mentale.

Probabilmente a causa della mia natura

che gli si consacra inconsciamente.

A breve uscirà dal letargo

il mio spirito dei mesi fumosi,

si aggirerà per i vicoli e sentieri,

con lo sguardo perso alle gradazioni vermiglie

e il pensiero immerso da singolari visioni.

Mi preparo dunque a celebrare la stagione multiforme,

intinta nella vendemmia del mio presente.

Ma per ora sono ferma davanti a quest’ultimo giorno,

finirà anche questa settimana della moda a Milano…

le mie pupille si muovono ripetutamente

verso le code di taxi, fotografi, vip e modelle

che si agitano come batteri su un vetrino da laboratorio,

lasciandomi l’illusione di godermi davvero,

una cioccolata agli angoli di Piazza del Duomo.

V.

ultimo giorno

Piazza del Duomo, Milano.

Porgimi un fiore

Voglio stendere code di fuoco,

lunghe scie ribelli e cangianti,

feroci di emozioni…

Voglio cantare inni inesorabili alla vita,

bruciare le nostre passioni

nell’eterno fluire di un lampo…

lasciare che i fulmini ci trafiggano,

ogni stilla di sangue versato

è la degna gabella al carico di sogni

che ci giunge in petto.

Voglio innalzare putiferi e polveri,

scatenare tempeste di leggi gravitazionali

se necessario.

Voglio rubare momenti felici,

per vestirti di quel che serve.

Voglio guardarti negli occhi

e perdermi

in quell’abisso di parole e silenzi

che irretiscono la lucidità.

Voglio forgiare un nuovo Universo personale,

per Te,

remixare i giorni di questa vita e

slacciarli alla brezza 

come acquiloni d’ombra,

per Te.

Fammi un sorriso,

porgimi un fiore.

Non finiremo nel limbo delle incognite.

Incendiamo i nostri demoni,

rinasceremo ogni volta,

come fenici.

V.

porgimi un fiore

 

 

 

Il Credo

Io Credo…

Credo valga la pena di provare ad assomigliare, almeno nell’anima, al Principe dei nembi…anche se le ali di gigante possono sembrare una dote scomoda e spaventosa.

Credo nelle parole che germogliano sugli steli dell’aria e credo che cercherò disperatamente di raccattarle ogni volta che le mie mani le sfioreranno.

Credo nella religione del tirare tardi e aspettare mattino, così come credo che l’insonnia mi faccia vivere due volte in una.

Credo nelle droghe che ti fanno viaggiare, ma di più nei viaggi nitidi senza fumo che ti fanno vivere.

Credo che la Vita sia un insieme di giochi e che, da virtuosi o da bari, si debba sempre puntare qualcosa se si spera che un asso di cuori, pescato dal mazzo degli Imprevisti, possa dar scacco al giusto dado dopo un interminabile gioco di sponde.

Credo negli arcipelaghi siderali, nei vagoni rosa con i cuscini blu, nelle azzurre sere d’estate e nella possibilità di rubare il fuoco… anche scottandosi se necessario.

Credo nelle favole che ardono e nelle storie che fluttuano giù insieme ai fiocchi di neve.

Credo in tutte quelle visioni che fanno da guanciale tra me e la realtà e nei suoni profumati che seducono senza sforzo la mia mente.

Credo nel fascino anche se a volte nemmeno riesco a capire che forma possa assumere.

Credo nei gatti, nei loro occhi che vedono oltre e credo che sforzandomi rivedrò anch’io qualcosa, prima o poi.

Credo nei Lupi e nel loro più grande bisogno di confidarsi con la Luna.

Credo che i desideri espressi prima di soffiare sulle candeline o su un soffione, prima o poi si avverano, se non in questa vita, in un’altra.

Credo nei miei iperbolici Deserti e nelle inimmaginabili oasi che affiorano, come corolle di sangue, dal grigio delle loro dune.

Credo nelle emozioni nuove e nello scoprirsi ogni giorno diversi e credo che essere spiazzati dalla propria personalità possa risultare anche piacevole.

Credo nella terra bruciata che ho lasciato dietro, nelle pagine strappate e nei capitoli chiusi perché mi hanno fatto come sono ora, nel bene e nel male.

Credo in quella nebbia ibrida di colori, forme e profumi che è l’avvenire e credo sia da percorrere  incespicando o correndo, secondo il caso e i dettami dell’istinto.

Credo che l’amore sfugga sempre tra le mani dei poeti poichè non può essere descritto.

Credo nelle figure effimere che si fanno stabili, nelle colonne che svaniscono con la prima raffica di tempo e nella ammaliante Danza Macabra di cui tutti facciamo parte.

Credo che le lacrime siano solo un modo come un altro per far traboccare noi stessi e per non corrodere l’anima più di quanto sia necessario per conoscersi a fondo.

Credo in me stessa e questa frase vale molto di più delle altre.

Credo di non avere abbastanza forza per scrivere tutto ciò in cui ancora credo e credo che comunque la mia memoria infallibile dimenticherebbe qualcosa di indispensabile…e allora niente…

Credo e basta e credo che sia una gran cosa.

V.

IL CREDO

Color del Rompicapo

Attimi blu come il cobalto,

si affiancano ad altri di un verde opalescente

o a fosfori brillanti screziati di ombre nere.

il tempo è una fantasmagorica cubica di immagini rubike,

non conosce sosta

e scatta in settori con movimenti che vorrei più armonici.

Ho gradito il fatto che la facciata non abbia ancora scelto un unico colore,

monotono.

Intanto mi ingegno a percepire il cromatismo adatto a casellare il mio nome,

mentre i sentimenti assumono la forma irregolare del pensiero.

Posseggo momenti deliziosamente contorti

come tasselli di un ideale rompicapo.

V.

color del rompicapo

Interno della Sagrada Familia, Barcellona, Spagna.

 

 

 

 

 

 

 

 

Profumo di Vita

Capita che ci siano momenti troppo incredibili per vestirli di parole…

Servirebbero ali più grandi su uno spirito abbagliante che ancora non possiedo.

So solo che a volte ci si ferma ad ascoltare la vita

e la si vorrebbe abbracciare per sentirne da vicino,

il profumo impalpabile e trionfante che si porta dietro.

Ci sono periodi da degustare come gocce di buon vino,

il loro sapore lava via l’arsura di mesi perduti

ai raggi di una bussola che grava a vuoto.

Poi si scopre che con un po’ di pazienza,

anche gli aghi impazziti possono rendersi girandole

e regalare il loro impeccabile show.

Vorrei guardare il futuro dietro le lenti chimeriche dei ricordi,

così i miei occhi sapranno sempre cercare le fiaccole siderali

nascoste tra le pieghe dei giorni.

Posseggo delle ore da scrosciare in una fantasia che si fa tersa,

vernicerò con folli incanti

la banalità che grava ad ogni giro di clessidra.

Ne farò stelle e fiocchi di tenebra e…

fili profumati di vita.

V.

profumo di vita     Lago la Sirenetta, Savigliano.

Bisogni

La mia mente fluttua tra giorni di consistenza sciamanica.

Ho avuto problemi nell’infilare parole sulle sottili righe di carta.

Probabilmente c’è un tempo per viverle le storie ed uno per raccontarle.

La scrittura è fatta di pensieri che sono il solo mezzo per fissare le mie impressioni.

Le estese dita della mente sono incontrollabili,

peccato che la penna non sempre riesca a seguirle…

Mi ritrovo ancora una volta col mio spirito ondeggiante.

Per questo non vedo l’ora di tornare qui tra queste pagine seppur virtuali.

In questo mio mondo, dove il tempo non ha colore ne forma, se non quella che ho deciso.

Dunque scrivo, frusciando i miei pensieri in fiammelle che fughino di verde, il mio colore primario e del grigio della nebbia che qualche volta mi assedia.

Navigo a parole, qui in mezzo, le afferro con decisione osservandole fluttuanti sulla mia testa.

Son qui, senza regole, dove nasce e giace ciò che scrivo.

Perché ne sento il desiderio.

V.

bisogni