Profumo di Vita

Capita che ci siano momenti troppo incredibili per vestirli di parole…

Servirebbero ali più grandi su uno spirito abbagliante che ancora non possiedo.

So solo che a volte ci si ferma ad ascoltare la vita

e la si vorrebbe abbracciare per sentirne da vicino,

il profumo impalpabile e trionfante che si porta dietro.

Ci sono periodi da degustare come gocce di buon vino,

il loro sapore lava via l’arsura di mesi perduti

ai raggi di una bussola che grava a vuoto.

Poi si scopre che con un po’ di pazienza,

anche gli aghi impazziti possono rendersi girandole

e regalare il loro impeccabile show.

Vorrei guardare il futuro dietro le lenti chimeriche dei ricordi,

così i miei occhi sapranno sempre cercare le fiaccole siderali

nascoste tra le pieghe dei giorni.

Posseggo delle ore da scrosciare in una fantasia che si fa tersa,

vernicerò con folli incanti

la banalità che grava ad ogni giro di clessidra.

Ne farò stelle e fiocchi di tenebra e…

fili profumati di vita.

V.

profumo di vita     Lago la Sirenetta, Savigliano.

Bisogni

La mia mente fluttua tra giorni di consistenza sciamanica.

Ho avuto problemi nell’infilare parole sulle sottili righe di carta.

Probabilmente c’è un tempo per viverle le storie ed uno per raccontarle.

La scrittura è fatta di pensieri che sono il solo mezzo per fissare le mie impressioni.

Le estese dita della mente sono incontrollabili,

peccato che la penna non sempre riesca a seguirle…

Mi ritrovo ancora una volta col mio spirito ondeggiante.

Per questo non vedo l’ora di tornare qui tra queste pagine seppur virtuali.

In questo mio mondo, dove il tempo non ha colore ne forma, se non quella che ho deciso.

Dunque scrivo, frusciando i miei pensieri in fiammelle che fughino di verde, il mio colore primario e del grigio della nebbia che qualche volta mi assedia.

Navigo a parole, qui in mezzo, le afferro con decisione osservandole fluttuanti sulla mia testa.

Son qui, senza regole, dove nasce e giace ciò che scrivo.

Perché ne sento il desiderio.

V.

bisogni

Sette

Questo pomeriggio amarognolo e azzurrino si scioglie nelle mie narici e sminuzza la crosta dei pensieri che si sono sedimentati.

Mi fanno compagnia i passi, col brontolio della gomma sul fango.

Nella via si sgretolano i miei grigi arcipelaghi mentali e, nel lasciare che lo sguardo si perdesse sullo sfondo di quel turchese, ho rivisto un cielo che mi ha rimembrato l’importanza di questo giorno.

Ho pensato di voler rimanere così per sempre, in equilibro sulla cima delle mie sensazioni.

Stati di bellezza così precari non sono facilmente condivisibili. Decadono quando entrano in collisione con chi inconsapevolmente li rifiuta.

Adoro quando entro in questo confine che inizia ai piedi dell’arcobaleno. Mi fa seminare visioni con avidità. Aspetto di raccoglierle nel momento in cui saranno divenute reali.

Aspetto che questo tempo passi, aspetto Te.

V.

     Valledolmo, Sicilia.

Con tutto il rispetto per le Pecore…

Ci stiamo semplicemente adeguando al mondo nuovo, omologati e inconcludenti, senza idee, ambizioni, valori, desideri. . .

Tutto diventa sistema che trasforma le persone in numeri attraverso un ciclo continuo di esperienze e comportamenti ripetitivi che, ossessivamente, ci ostiniamo a chiamare vita.

Perché dovremmo avere rispetto per Noi stessi? A che serve? Chi ce lo fa fare? Perché mai dovremmo sforzarci di pensare? È così bello abbandonarsi e lasciare ad altri l’onere di pensare al Nostro posto!Ma si, abdichiamo!

Adeguiamoci al così fan tutti: facciamoci dire cosa pensare, dove andare, cosa fare e come farlo.
Si, si, lasciamo ad altri questo pesante fardello! Facciamo in modo che siano loro a decidere in quale posto dobbiamo andare e qual è il nostro compito una volta arrivati a destinazione e godiamoci la nostra libertà!

Come posso chiamare queste persone comodamente ignare di fronte ai fatti e seguono il gregge a scapito della verità? Che ne dite di pecore?

Il sistema è stato progettato per farci diventare stupidi, ma non ci ha ancora tolto la facoltà di decidere e, pertanto, possiamo scegliere di farci guidare dagli altri o agire in autonomia.

In definitiva, le pecore sono tali non perché devono esserlo, ma perché vogliono esserlo.

Alcune pecore non sono ignoranti e non sono stupide, vogliono solo essere lasciate in pace e non vogliono pensare ai problemi degli altri.

Vogliono i vantaggi di una società sana ed equilibrata, ma non vogliono mettersi in gioco per renderla una realtà effettiva.

Vogliono che altri facciano funzionare il sistema anche se sanno che questi altri non vedono l’ora di sfruttare la loro inerzia. Purtroppo tutto ciò ha un prezzo e la tirannia esisterà finché le pecore continueranno ad affidare le proprie responsabilità al sistema.

Sanno che non hanno la capacità di difendere il sistema, nel caso si trovassero di fronte un avversario intelligente ed informato e così, sviluppano un atteggiamento di arroganza e disprezzo per chi pone loro delle domande.

L’arroganza è un meccanismo di difesa che ha lo scopo di nascondere la debolezza del loro argomentare. In definitiva cercano di scongiurare le critiche per non impegnarsi in un dibattito legittimo mediante attacchi ad personam e minacce più o meno velate.

Per i loro fallimenti sfoderano una lista pre-programmata di risposte allo scopo di deviare e confondere la discussione.

Di pecore ne ho conosciute tante e i loro attacchi sono prevedibili poiché si basano principalmente sulla diffamazione e sulla distorsione della logica, al fine di far deragliare il dibattito. Non attaccano quasi mai la tua posizione, ma colpiscono soprattutto la tua persona. Ti beffeggiano, ridacchiano, ma quando i giochi sono conclusi ci si rende conto di quanta poca sostanza c’era nelle loro parole.

“Cercate la Verità e rendete partecipe chi vi sta accanto ma ancor più chi ha gli occhi bendati…”

V.

     Sicilia

De brevitate vitae

Il “De brevitate vitae” di Seneca, dovrebbe essere interamente riportato e discusso per comprendere pienamente il senso filosofico che egli attribuisce alla “brevità della vita”, ponendo al centro dell’argomentazione il valore del tempo e la necessità di spenderlo nel miglior modo possibile.

Per Seneca la vita non è breve, ma è poco il tempo che si vive veramente, a confronto di quello che si spreca nelle occupazioni più varie, senza neanche avvedersene. Egli sostiene che si può, ad esempio, “esistere” a lungo senza aver “vissuto” a lungo, poiché il passato, il presente e il futuro hanno una consistenza diversa, a seconda del modo in cui l’uomo riesce a valorizzarli. É proprio partendo da queste considerazioni sulla brevità della vita che dovremmo comprendere la necessità dell’estraniarsi e del concedersi alla solitudine per coglierne il senso poiché, infatti, il tempo “non si vede“, ma esiste e si protrae, ancora e ancora.

V.

de brevitate vitaeGreenland, luna park abbandotato di Limbiate.

Galassia Privata

Nella mia Galassia Privata, l’etica personale gioca un ruolo indispensabile.

Anche se ne ho una che gira su orbite ellittiche fatte di vertigini…

Questo non mi preoccupa quando mi staziono in certi comportamenti ed esamino con nozioni telescopiche, capaci di decifrarne i tracciati, quella fetta di universo.

Mai stata infallibile o troppo saggia, ho fatto un sacco di sbagli nella mia vita, ne farò ancora! Anche se ogni volta che la Terra inventa una rivoluzione orbitale, sorge l’illusione di una minore permeabilità agli errori.

che dire…mi incanta l’effetto poetico che muove le sfere, poichè anche quando i mondi collidono con rabbia può capitare che ci sia un finale nobile e prezioso.

L’universo lo voglio del colore di una supernova, odio il disfacimento dei pianeti che girano solo per inerzia.

V.

gALASSIA PRIVATA     Civico Planetario Ulrico Hoepli, Milano

Un Amico non si Dimentica!

Dedicato agli Assenti al Memorial di Luca Maynardi, agli Amici, Parenti che garantivano la loro presenza. Io che sono uno Spirito Libero, non ho peli sulla lingua né timore di dedicarvi questi versi. Mi auguro che la dimenticanza di questo anno non si verifichi anche il prossimo.

Guardatevi dentro.

Saluti.

La dimenticanza…

La scopri…

ogni giorno…

scavando sotto la coltre dell’apparenza,

del perbenismo

e dei faremo…

delle anime da poco…

Figuranti…

Figure spigolanti

dalla parola obliqua,

garanzie tamquam non esset.

Ma non sprecherò altre parole

per immortalare la vostra dimenticanza,

la vostra assenza,

il paradossale nulla…

senza luce…

senza voce.

Un Amico non si Dimentica.

Malvolentieri ,

vi lascio ai vuoti d’indifferenza

che sconosco.

V.

luca m

Biliardo

Premetto che non sono una buona giocatrice ma lo trovo un gioco affascinante.

Se vai nei posti giusti ti fondi con un’atmosfera perfetta.

Adoro il mischiarsi del fumo alle luci soffuse, il panno verde, il lento collidere delle biglie…

Osservo gli altri giocatori studiare una strategia, assumono un’aria professionale vestita di nero che ha il sapore del bluff.

Indovinare la traiettoria delle bocce nella loro danza insensata è sempre una sfida.

La vita è uguale.

Li guardo concentrati a calcolare i giochi di sponde e i probabili rimbalzi. A volte riescono nell’intento e fanno un sacco di punti, altrettante bevono con avidità disdicevole.

Che perdere in sé ha un gusto troppo amaro, si digerisce poco.

V.

biliardo