Armonia

La fragile barchetta d’oleandro

fende l’onda calma dell’ignoto.

Ritto sul timone scruto un ponte

senza scorgere le sponde

delle terre svanite all’orizzonte.

Nomade il mio spirito combatte

Cosa v’ho cercando in questo viaggio?

Lascio il consueto alle mie spalle,

fidando di trovar quell’armonia

che l’Occidente ha gia perduto.

Il fardello dell’eccesso tarpa le mie ali,

svanita ormai per sempre è l’armonia.

Oggi è solo l’ombra di un’idea

per chi ha smesso di sognare.

Forse per sempre rimarrai

un mistero del sensibile,

alieno alla nostra conoscenza.

V.

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Gamat Bay, Nusa Penida_Indonesia

 

Suoni d’oltre

Suoni d’oltre

tra i silenzi

e questa quiete.

Suoni nuovi

e suoni antichi,

storie raccontate,

fedi e vecchi miti.

Vibra l’espresso

che si esprime,

voce dell’adesso

e linea di confine.

Vibra e si diffonde

l’onda della lira

che l’universo fende

in ogni spira.

Sinfonia celeste

e strumento di misura,

suono primordiale

che l’anima cattura.

Canto del creato,

d’esplosione conseguenza,

grandissimo boato

e ponte di latenza.

V.

keraton yogyakarta, Indonesia 🇮🇩

Paesaggio intermedio

Eccomi al margine

che sovrasta la frontiera…

Silente…

un ritmato canto avverto…

onde contro la scogliera infrante…

e quel canto mi piace e mi seduce…

Scendo…

e dal basso scruto…

una biglia…

si, è una biglia

orna di colori

che si piantano negli occhi

per non uscirvi più…

Seduta sul bordo dell’abisso

avverto il peso del perché

si viene al mondo…

Sono uno spirito distante,

ai comuni vizi alieno,

non ho nome,

non ho casa,

non ho ore…

Sono solo un lieve

spiffero di vento

da nessun dove giunto

tra le immote fronde…

Sono parte indefinita

e inconsistente,

sono pulviscolo

di vita non terrena…

So che non durerà

a lungo la magia…

e già respiro forte,

come se fosse il primo…

come non ho mai fatto…

come se fosse l’ultimo.

È solo un attimo

o l’eternità vissuta?

Nuova leggerezza

suadente mi pervade

ed io la lascio fare…

e la mente già s’immerge,

senza sforzo,

in quel paesaggio intermedio

tra l’adesso e l’oltre…

Palpita forte il cuore

che cerca la sua pace…

mentre misuro la distanza

tra la terra che calpesto

e la vastità del mare…

metafora dell’infinito

che mi sfugge e sopravanza

nel tempo e nello spazio…

Può bastare un attimo?

Si possono condensare

i millenni in un minuto?

V.

Kelingking Beach, Indonesia.

L’incerto

Non so più dove vaga

il mio spirito in tumulto.

Mi ritrovo sola

in un tempo disfatto

con le lancette sciolte.

Tra le nebbie dell’incerto

chiari s’odono

i passi del viandante.

Alta vola l’aquila

nel cielo meno scuro

e forse troverò

la sicura strada

e non rovinerò

lungo la china.

V.

Opera dell’artista Dalí (Nobility of time) 1977-1984. Foto scattata a Milano (San Babila).

Presenze

L’arcano è oltre l’ombra

del sentiero senza nome

che il viandante cerca.

Da quella sponda

solo flebili sussurri

giungono all’orecchio

di chi ha imparato

a sentire l’altro suono…

l’avamposto

dell’immenso

che ci sfugge.

V.

Oltre

E ora sono qui 

sono qui adesso 

in questo spazio

e in questo tempo, 

in mezzo al mio Verde,

al confine di ciò 

che percepisco. 

Sola sono qui, 

per tutti sono qui, 

per tutti 

e per me stessa. 

Sento, vedo, tocco. 

Il tutto già circonda 

il mio essere finito. 

Ancora, 

ancora e ancora

percepisco gusti e odori

della terra che m’accoglie.

Ma io sono di più.

Io posso andare oltre. 

Oltre il limite d’un corpo.

Qual è il senso del confine? 

Scorgo già i siderei abissi 

d’infinito senza tempo. 

E lí, 

al di lá delle certezze, 

vago… 

verso ciò che non conosco. 

V.

L’alpeggio delle coccole (CO) 

Inconsapevole

Giro nel mio vuoto

per superare il velo

che la vista occlude.

Improvvise percezioni

colmano mancanze

zoppe d’esperienza

e l’oltre si palesa

valicando le barriere

dell’inconsapevolezza.

Ora nitidamente vedo

il volto del vero

che dissipa e consuma

piani d’esistenza

ad ovest del sole.

V.

INCONSAPEVOLE

Monument Valley, Arizona.

 

 

 

 

Pagine Sfuggenti

Romanzo che parli di gente passata,

di gioie, rimpianti, carezze e rancore,

di fasi di vita, di carta strappata,

di frasi che fanno anche troppo rumore…

Le pagine girano e i capitoli vanno,

davanti ai miei occhi, cristalli di sale,

le facce mi leggono ma che mai ne sanno?

Di quello che è stato, del bene e del male.

Vorrei che coloro che sono passati,

lasciassero solo un profumo lontano,

soave di giorni fuggiti o rubati

e non un dolore crudele e un po’ strano.

Tu, stupida farsa di attori sfuggenti,

rendimi sorda a quei primi istrioni

che cantino pure con ritmi struggenti,

quegli inni remoti di vecchie stagioni.

Portali via e non farmi vedere

che la commedia ha seguito il suo corso,

io sono già zoppa e voglio cadere

su un palco che sa di incertezza e rimorso.

Dai sbrana le pagine troppo esitanti,

mordi le frasi, l’amore, il ricordo,

buttale via come stelle filanti

perchè il carnevale non faccia ritardo!

Sbircio alla fine quei fogli ancor vuoti,

mi chiedo perplessa che scritti daranno,

rigiro le macchie di simboli ignoti…

E spero che il tempo non tessa un inganno.

V.

IMG_8705               Valledolmo (PA), Sicilia

 

 

 

 

Bisturi

Come un bisturi

il tuo dubbio

lede la mia pelle,

il tuo silenzio

scarnifica le viscere…

Vivisezionata cammino,

sono viva e non lo so.

V.

BISTURIGrazie a Gaia per questo scatto perfetto! Potete vedere le sue foto su instagram: railwaysphoto

A volte

A volte gli attimi

hanno una loro

interminabile durata

a volte la mente

si perde

dentro un suo ricordo…

a volte lo sguardo

non trova

il tuo bel viso

a volte

decidi

di dimenticare.

Jago.

a volte     Recco, liguria.