Presenze

L’arcano è oltre l’ombra

del sentiero senza nome

che il viandante cerca.

Da quella sponda

solo flebili sussurri

giungono all’orecchio

di chi ha imparato

a sentire l’altro suono…

l’avamposto

dell’immenso

che ci sfugge.

V.

Oltre

E ora sono qui 

sono qui adesso 

in questo spazio

e in questo tempo, 

in mezzo al mio Verde,

al confine di ciò 

che percepisco. 

Sola sono qui, 

per tutti sono qui, 

per tutti 

e per me stessa. 

Sento, vedo, tocco. 

Il tutto già circonda 

il mio essere finito. 

Ancora, 

ancora e ancora

percepisco gusti e odori

della terra che m’accoglie.

Ma io sono di più.

Io posso andare oltre. 

Oltre il limite d’un corpo.

Qual è il senso del confine? 

Scorgo già i siderei abissi 

d’infinito senza tempo. 

E lí, 

al di lá delle certezze, 

vago… 

verso ciò che non conosco. 

V.

L’alpeggio delle coccole (CO) 

Inconsapevole

Giro nel mio vuoto

per superare il velo

che la vista occlude.

Improvvise percezioni

colmano mancanze

zoppe d’esperienza

e l’oltre si palesa

valicando le barriere

dell’inconsapevolezza.

Ora nitidamente vedo

il volto del vero

che dissipa e consuma

piani d’esistenza

ad ovest del sole.

V.

INCONSAPEVOLE

Monument Valley, Arizona.

 

 

 

 

Pagine Sfuggenti

Romanzo che parli di gente passata,

di gioie, rimpianti, carezze e rancore,

di fasi di vita, di carta strappata,

di frasi che fanno anche troppo rumore…

Le pagine girano e i capitoli vanno,

davanti ai miei occhi, cristalli di sale,

le facce mi leggono ma che mai ne sanno?

Di quello che è stato, del bene e del male.

Vorrei che coloro che sono passati,

lasciassero solo un profumo lontano,

soave di giorni fuggiti o rubati

e non un dolore crudele e un po’ strano.

Tu, stupida farsa di attori sfuggenti,

rendimi sorda a quei primi istrioni

che cantino pure con ritmi struggenti,

quegli inni remoti di vecchie stagioni.

Portali via e non farmi vedere

che la commedia ha seguito il suo corso,

io sono già zoppa e voglio cadere

su un palco che sa di incertezza e rimorso.

Dai sbrana le pagine troppo esitanti,

mordi le frasi, l’amore, il ricordo,

buttale via come stelle filanti

perchè il carnevale non faccia ritardo!

Sbircio alla fine quei fogli ancor vuoti,

mi chiedo perplessa che scritti daranno,

rigiro le macchie di simboli ignoti…

E spero che il tempo non tessa un inganno.

V.

IMG_8705               Valledolmo (PA), Sicilia

 

 

 

 

Bisturi

Come un bisturi

il tuo dubbio

lede la mia pelle,

il tuo silenzio

scarnifica le viscere…

Vivisezionata cammino,

sono viva e non lo so.

V.

BISTURIGrazie a Gaia per questo scatto perfetto! Potete vedere le sue foto su instagram: railwaysphoto

A volte

A volte gli attimi

hanno una loro

interminabile durata

a volte la mente

si perde

dentro un suo ricordo…

a volte lo sguardo

non trova

il tuo bel viso

a volte

decidi

di dimenticare.

Jago.

a volte     Recco, liguria.

 

 

 

 

Perdersi

Quando l’acqua

sembrò calma

ci perdemmo

nel fluire della corrente

che silenziosa

agitava inaspettata…

Metto piede nei ricordi

mentre la verità mi sfugge

e sotto l’acqua

nulla è come sembra…

Persino il mio presente

senza te

non è sicuro…

ma nulla può fermare

l’amore che ti colpisce

e picchia duro.

V.

PERDERSINovalja, Croazia.

Leggi campate per aria

Perigliosa assai

è la notte

che al balordo si concede

per rubare il sonno

degli onesti

stupida assai

è la legge

che svilisce la giustizia

ed io ora non so

se è più balordo il ladro

o l’idiota che l’ha scritta.

V.

a      Palazzo di Giustizia, Milano

 

Musa

Eppur ti ho amata

più della mia stessa vita,

ma all’istante sei partita

e non avverto le tue dita.

Dimmi dove sei

mia capricciosa amica?

Non irrompe la mania,

né il balenio dell’idea,

non turbi la mia notte,

né delirio or m’inghiotte.

Dimmi dove sei

mia vanitosa amica?

Il calore del tuo fiato,

come te, se dileguato

e non odo la tua voce,

il timbro che seduce.

Dimmi dove sei

mia divina amica?

Mancano i giochi di parole,

la meraviglia che ci vuole,

l’eterna bizzarria,

la smania e la poesia.

Dimmi dove sei

mia perversa amica?

Cerco un’istanza superiore,

per sanar la cecità interiore,

ma già volteggia la ragione

dissenziente alla passione.

Dimmi dove sei

ambrosia nell’arsura?

Senza la tua ebrezza

diserta la bellezza,

l’astro sbaglia cielo

e l’oggi si fa velo.

Dimmi dove sei

Sirena che avvelena?

La tua rosa non ha rosso

e il mare è troppo mosso,

il vento lacera le vele

e il tuo addio è fiele.

Riaprimi la porta

scia di buon profumo,

tra sogni di carta

e nuvole di fumo.

Iago.

musa

 

Un nuovo amico

Addio bambino,

dormi ora,

dormi e sogna,

allontana la fatica

d’una vita prigioniera.

Dormi ora,

dormi e sogna,

sogni lievi,

dolci, puri

e senza tempo.

Fievoli brezze diradano le nubi,

arcobaleni annullano distanze,

placide onde e assolate spiagge,

profumi intensi e fiori rari,

armonie celesti e suoni nuovi.

Dormi ora,

dormi e sogna,

lasciami i perché

di quel disegno misterioso,

di quella lacrima improvvisa

per non averti conosciuto.

Dormi ora,

dormi e sogna,

Tu puoi passare oltre,

oltre il limite d’un corpo,

oltre il senso del confine,

al di là d’ogni certezza.

E li,

oltre i cardini dei sensi,

senza gioghi ne catene,

esplorerai la libertà senza misura.

Dormi ora,

dormi e sogna,

verrà il lampo a rischiarar la notte,

verrà la pioggia a dilavar la pena,

e Tu, mio nuovo amico,

varcherai la soglia dell’ignoto

nella clessidra d’un sogno.

V.

NUOVO AMICO