Un dì

Un dì…

Avevamo cura e amore…

amavamo la natura

e conoscevamo

la vergogna…

Un dì eravamo liberi…

e ci amavamo…

armonizzando la passione

nell’esistenza piena…

Un dì eravamo in sintonia

con le logiche del cosmo

e conoscevamo…

la realtà dell’entropia,

la formula del phatos.

Un dì eravamo lenti…

e quell’adagio stimolava

il pensiero e l’emozione…

Persino le poesie erano lunghe

e le scrivevamo a mano.

Un dì sapevamo che

il caos dominava il mondo

mentre il logos l’avversava

per dar scopo alla passione…

Un dì sapevamo…

Io ora non so se la ritroverò

al confine del possibile…

ma non la contrapporrò

alla ragione.

V.

Menzogna

Sei sleale

e non mi piaci,

di fragilità ti nutri…

Hai infiniti modi

per essere te stessa,

io soltanto uno…

Ogni tuo modo

ha dentro un germe

che abbatterti potrà…

Basta solo la ragione

a zittire le tue scimmie

e i tuoi giullari.

V.

Jungle, Bukit Lawang_Indonesia

Io sono desiderio

Io sono desiderio

e tu viandante

che scoprire vuoi

la mia misura…

È un viaggio periglioso

l’inesorabile scansione

e persino il tempo

sarà limite all’impresa.

Travagliato è l’orizzonte

del mio arco vitale…

è fiume che scorre

in rapide e cascate…

Nessun aiuto ci sarà,

per chi sa solo guardare

pensando ad un ruscello

che placido procede

verso la sua foce.

Difficile è il percorso

celato nell’invece

delle insidie preparate.

Ogni gioia ha il suo dolore

nell’universo emozionale

che porta dritto al cuore…

Segreto è il mio forziere

e tu,

non hai la chiave

per aprire senza danno

quello scrigno.

Ma se scrutar vorrai

il fondo dell’umano…

scorgerai il principio

che tutti li pareggia…

Giacché la primavera

brama d’essere l’estate

che l’autunno segue…

e l’inverno ogni stagion

sovrasta e impallidisce.

Ascoltami e ricorda:

chi nell’altrui mar s’immerge…

alle insidie sue s’espone…

e tra i coralli più lucenti

s’insinua la murena.

V.

Ph: Gea Gaia Anastasio

Crisalide

Al mondo indifferente

le lacrime nascondi,

mentre il corpo

si fa gabbia

e l’oscurità imprigiona

labbra e lingua…

L’alba non blandisce

l’ombra e il giogo

dal morso del destino

che premendo schiaccia

e non ti alzi

a salutare il mondo…

Poi t’abbandoni

all’indomita prigione

e ai pressanti dubbi

che il sonno non

riesce ad allentare

mentre muti…

Piano piano crolli

in atomi sottili

dediti al travaglio,

poi sbrigativa fissi

i volti affascinati

dal tuo stupendo volo.

V.

IMG_7698

Sfera di Cristallo

Abitudini di vento

tra le sabbiose dune

mentre il castoro

spacca il legno

della barca

e il cuore…

Sono la figura geometrica

di un movimento vivo

che scandisce il mio destino

in un disegno che non vedo.

Talvolta raggiungo

una conoscenza metafisica

del mistero delle cose,

altrettante volte,

scendo al compromesso di esistere soltanto.

Forse non succede solo a me,

ma a tutti coloro che sono nati per la seconda volta.  

Mi sento come Venere,

giro in senso opposto

rispetto al resto del sistema…

ma nessun Urano,

placa il mio tormento.

Vorrei la sfera di cristallo, 

il terzo occhio sull’attenti,

traslarmi un po’ più in là 

per placare dubbio e turbamento…

Invece or ora a mezzanotte 

traccio a penna 

la realtà

che si scioglie tra le spire

del mio silenzioso pianto.

V.

hydra

Insieme a Hydra, scatto del fotografo Luca Di Fazio.

 

Ora si va via

Ora si va per altre vie,

si va tra i misteri

del vivere ramingo

per dare un senso al viaggio…

Si va via da ciò che fu

della nostra adolescenza,

dai volti ormai sfumati

e dai sogni nel cassetto…

Ora si va via

dalle canzoni idiote,

dalle cattive compagnie

e dall’abuso dei mi piace…

Ora si va via

dall’erotismo

dalle luci di un’estate frettolosa

e dal compiacere ad ogni costo…

Ora si va via

dagli orrori della storia,

dagli ipocriti silenzi

e dalle logiche del branco…

Ora si va via

da questa società dolente,

senza senso e divenire,

che verso il nulla ti conduce…

Ora si va via

per incontrare luoghi nuovi,

per descrivere paesaggi

oltre il grigiore di città…

Ora si va via

per abbracciare cieli veri,

luci, zefiri e colline

e foreste di animali mai veduti…

Ora si va via

tra erbe sconosciute,

canti di cicale e voli di gabbiani

stampati contro il sole…

Ora si va via

dall’ingombranza

degli umani assai brillanti

che ti spiegano la vita…

La stessa vita che non hanno…

Ora si va via

perché viaggiando

puoi incontrare la poesia,

il canto forte che avvicina,

l’alta luce e il largo fiume

che tra le stelle ti trascina.

V. 

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Seralba

Una strada nuova

all’orizzonte del mio

ultimo cammino…

confonde il rosso cupo

di una sera senza sosta

coi piedi doloranti…

piccole gocce nel rossore

scompongono la luce

e strozzano la voce…

sono lacrime di pianto

che cadenzano l’attesa

alla fine dell’inizio.

V.

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Malang, Indonesia

Strane parole

Suonano strane le parole

se anche il cuore duole,

quando è difficile colpire

la tua ombra all’imbrunire…

Suonano strane le parole

se anche l’anima ti vuole,

quando un solo attimo

può regalare un brivido…

Suonano strane le parole

se poi evapori col sole,

quando tu vai via

e non vedi la mia scia…

Suona strana la mia musica

se poi cede in una lacrima,

quando

la stella del mio cielo

si eclissa dietro un velo…

V.

Bali, Indonesia 🇮🇩