Ora si va via

Ora si va per altre vie,

si va tra i misteri

del vivere ramingo

per dare un senso al viaggio…

Si va via da ciò che fu

della nostra adolescenza,

dai volti ormai sfumati

e dai sogni nel cassetto…

Ora si va via

dalle canzoni idiote,

dalle cattive compagnie

e dall’abuso dei mi piace…

Ora si va via

dall’erotismo

dalle luci di un’estate frettolosa

e dal compiacere ad ogni costo…

Ora si va via

dagli orrori della storia,

dagli ipocriti silenzi

e dalle logiche del branco…

Ora si va via

da questa società dolente,

senza senso e divenire,

che verso il nulla ti conduce…

Ora si va via

per incontrare luoghi nuovi,

per descrivere paesaggi

oltre il grigiore di città…

Ora si va via

per abbracciare cieli veri,

luci, zefiri e colline

e foreste di animali mai veduti…

Ora si va via

tra erbe sconosciute,

canti di cicale e voli di gabbiani

stampati contro il sole…

Ora si va via

dall’ingombranza

degli umani assai brillanti

che ti spiegano la vita…

La stessa vita che non hanno…

Ora si va via

perché viaggiando

puoi incontrare la poesia,

il canto forte che avvicina,

l’alta luce e il largo fiume

che tra le stelle ti trascina.

V. 

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A tavola con persone sbagliate

Mi è capitato di sedermi

ad un tavolo di persone

che con me non c’entravano niente.

Intitolai quella sera:

“Il tripudio ottuso dell’idiozia”.

Il menù della cena si presentava

con l’insensata passività delle idee,

quell’ipocrita ed insulsa pesantezza

che lacera l’acciaio

e si nutre di certezze granitiche,

disgustose

come vermi di filo spinato.

Anche il vino di quel banchetto

mi fu amaro come

il più rancido dei veleni

dunque ci misi poco a decidere

di alzarmi e andar via.

Ripensando a quel momento,

sono solo fiera della scelta che feci.

Uscita dal ristorante

quella notte,

dissolsi il mio tempo

nel più nobile

dei sospiri.

Diedi un bacio alla Luna

e mi sentii più leggera e viva,

promettendomi

di non bere

neanche un goccio di vino

con persone non affini

che avrebbero rubato

anche solo un minuto

del mio tempo.

V.

a tavola con gente sbagliata