All’improvviso senza accorgerti

La barca fila come un sogno

tra lucciole e lanterne,

in un luogo di silenzio e di luna,

di domande e di risposte.

Sola,

cammina senza peso

e scioglie i nodi negli occhi,

in quell’indefinito altrove

dove finisce il cielo e comincia la terra.

Tutto si fonde

in una piacevole ambiguità di colori

e di forme incerte…

non si tratta di un gioco di prestigio

ma della magia più alta,

quella che dal nulla crea

i suoi innumerevoli universi.

Incede con passo lento,

la sua ombra si estende

in una geometria sfalsata,

sconfinante da ogni

cosmo immaginabile.

Il suo cuore tachicardico

pareva aver trovato pace,

e ora sibila

come il colpo dell’arco

tra passati lontani

e futuri auspicati.

L’alba dai pallidi toni violetti

riflette il suo sguardo d’ ametista…

uno sguardo

pregno di consapevolezza

e dell’amara rassegnazione,

di non poter condividere

la magnificenza del creato.

Lei però non sa,

che in un momento

di distrazione,

all’improvviso, senza accorgersene…

qualcuno vedrà

la sua scintilla d’anima nell’ombra,

tenderà la sua mano

e le dirà che non è sola

e nello squarcio di una sera

sarà di nuovo primavera.

V.

Raggio di Luce

Porgimi un fiore

un raggio di luce

o tutto ciò che sappia di sole…

Non ho tempo

per l’inverno, per il freddo e i fuochi fatui.

Non ho tempo per la pioggia e,

non importa se il cielo è di metallo asciutto

quando l’ anima è ammollo nei pensieri.

Voglio fermarmi

e abbracciare la vita,

sentire il profumo impalpabile e trionfante

che si porta dietro.

Degustarla come gocce di buon vino,

il loro sapore saprà lavare via

l’arsura,

di mesi perduti

ai raggi di una bussola che grava a vuoto.

Adesso vorrei solo

che gli aghi impazziti

mutassero in girandole,

regalando il loro impeccabile show.

V.

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Via d’uscita

L’uscita è indicata

ma la distanza potrebbe essere lunga…

Corro zoppa in questa gara

ma con una motivazione che gli altri

non avranno mai.

Sento il freddo nelle vene degli aghi,

il caldo delle arterie

ma corro, continuo a farlo!

Non vedo l’ora di uscirne.

Le mie forze sono tutte lì,

nei miei arti zoppi,

nei miei sostegni,

arte e affetti

stampelle e protesi.

In voi la mia energia

la mia forza propulsiva

per incontrare il futuro

appena fuori dalla porta…

Gaia Gea Anastasio

Pensieri Striscianti

La consapevolezza d’esistere a volte m’appare come qualcosa di magnifico, altrettante, di terrificante.

Mi sento il centro del sentire e l’istante dopo, il nulla intorno a cui il resto si muove.

Non emulo nessuno per preservare la mia autenticità ma mi sento schiava di circostanze esterne.

È un labirintico alternarsi di percezioni distorte ciò che svolazza nella mia mente ma poi striscia attorno a me, su di me, dentro me…la convinzione di aver perso troppo tempo a studiare le fauci degli eventi ed ora, fingo consciamente di non curarmene. Ho anche imparato a credere che i loro morsi non possano sbranare via pezzi essenziali delle mie convinzioni…

Sono più illusa che illusionista, capisco come risolvere gli enigmi solo allo scadere del tempo e le risposte arrivano quasi sempre quando non servono più.

Nella stanza del silenzio ho svestito il cuore dalla pelle di rospo, speravo di calmarlo e di liberarlo ed è finito a trasudare fuoco piangendo melodie straripanti. Ma non lo voglio coprire, questo suono lo vorrei pulire, perché niente è più volgare delle emozioni quando si guastano e si coprono di polvere.

Voglio fare un viaggio oltre i margini del buio, fuggire dalla paranoia, da un orologio rotto e dal fuso orario. Salire verso l’alto, rischiare di abbagliarmi, di accecarmi, tutto pur di scampare alle sabbie mobili.

Muterò la mia anima appiccicosa in liquida e ve la farò bere per farvi capire come ci si sente ad essere me.

V.

Di seguito due meravigliosi scatti realizzati da una mia cara amica e artista, potete seguire i suoi lavori su instagram: @railwaysphoto @gea_life

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Passione

Misteriosa è la ricerca

della felicità possibile

che l’anima rincorre

nell’equilibrio un po’ precario

che la domanda pone…

tra l’allegria e il dolore

d’un distacco che soggiace

alla morale e al moralismo

delle sentenze quotidiane…

Si…

ci vuol coraggio

a preferire una domanda

alle tante inutili risposte

in quest’attimo fugace

che chiamiamo vita…

Si…

occorre sofferenza

per misurare la distanza…

Si…

ci vuole l’amore

per serbare un bel ricordo…

Il pathos è la scintilla

che ogni cosa muove

e anche l’amore

vi scorge radice…

Io specular non voglio

sui vuoti del tragitto,

ma darò fiato alla parola…

finché si farà voce…

profondissima e capace

di far gioire il cuore…

ricordando la passione

che fu nostra e che sarà.

V.

passione

Nusa Penida, Indonesia.

La Quercia

Qui dove domina l’inverno

ogni elemento si scatena

nel furore di tempesta,

ma io sono fuscello

e non reggerò alla furia.

E tu che connetti

i tre piani d’esistenza…

tu, greve pelle di corazza,

radice salda come roccia,

emblema della selva,

accorri al mio richiamo

e sii il mio scudo ora…

All’alba la luce tornerà

e sarai sempre tu

il simbolo potente…

Il vegetale refrigerio

che anima la vita…

Così esisteremo insieme,

sempre svettanti

al mutar delle stagioni…

e ad ogni risveglio

avrò fiducia nella sorte.

V.

Il dipinto è di Gaia Gea Anastasio, potete seguirla sul suo profilo Instagram @gea_life e trovate i suoi lavori artistici seguendo @gea_life_art

Il dipinto è di Gaia Gea Anastasio, potete seguirla sul suo profilo Instagram @gea_life.

Trovate i suoi lavori artistici seguendo sempre su ig @gea_life_art.

La Cura lontana

Al momento, tra gli innumerevoli stati d’animo che mi porto dentro, la nostalgia è superiore a tutti.

Questo perché lo scorso anno, a quest’ora, chiudevo lo zaino di viaggio e aiutavo Jacopo a finire il suo, per poi partire all’alba verso un luogo che mi ha segnata profondamente.

A distanza di un anno potrei raccontare ogni singolo particolare.

È tutto ancora così nitido…ci penso e non reggo il confronto con la realtà attuale.

Cara amata, Cara mia Thailandia, sei riuscita a farmi ripudiare qualunque altro luogo che ho conosciuto, soprattutto quello dove vivo.

Sono qui senza te che resisto all’inverno milanese. È una sconfitta aprioristica per chi è nato col sole dell’estate ed ha vissuto il tuo calore.

Sono qui che sopporto le vuote formalità nel mio adattarsi quotidiano, per vincer l’apatia e resistere alla noia.

Ho l’anima appiccicosa che stancamente arranca, per cercare di riempire i miei vuoti interiori…

Mi sento come il pittore che non riesce a dipingere la nebbia.

Senza stimoli e pulsioni, sembra di percorrere un mondo che va per la sua strada senza un cane che mi ascolta.

Cara Thailandia, Cara Cura, quanto bisogno di una tua purificazione ho adesso, dei tuoi bagliori visibili oltre il margine del buio.

Dei benefici influssi capaci di guidare i miei passi e rendere sottile ogni pensiero infelice.

Ma ora sei lontana e il mio tempo per questo anno manca al nostro incontro.

Ma io arrendermi non voglio, ed arrendermi non posso e troverò una via d’uscita per strappare l’anima al torpore che l’afferra.

V.

Chiang Rai, Thailand

22/05/17 Manchester

Tra musica e terrore.
Dolori lancinanti
e mute preci…
disciolte in lacrime salmastre.
Sgomento d’impotenza
e viva rabbia
per chi invoca Dio
e regala morte.
Nere bandiere
portano sterminio
e stupidi seguaci
distruggono il passato.
Stolti!
Nessuno muta
la storia millenaria
e la guerra è sempre
orrore.
E tu che punti il dito
e mi condanni…
dimmi chi annaffiò
la malapianta?
Non darti arie…
mi fai schifo!
Per sogni di potere
e vile denaro lordasti
l’anima e la stirpe.
Labile memoria d’Occidente…
adesso paga il fio
della tua colpa…
sei tu la serpe
che arma il pugno
dell’imbecille terrorista e dei politicanti osceni.
V.
manchester

Impalpabile

Ricordo quella notte, eterea e sottile.

Ho aperto il mio essere alle vibrazioni pure, staccando l’anima dal mio corpo.

Per un tempo impercettibile e non quantificabile ho capito chi ero, chi fossi e chi sono, mentre tutto svaniva e fluttuava, facendomi attorcigliare a mezz’aria come la combustione lattea.

Nulla era più in grado di scalfirmi né la materia né il tempo imbrigliato negli orologi, nelle clessidre.

Ero diventata uno spiffero scampato dalle menzogne, dalle ingiustizie e dagli inganni.

V.

IMPALPABILEFoto scattata al concerto di Ludovico Einaudi