Dna

Tu che canti cose belle

e strappi versi dal silenzio

tra tempo e tempo…

tra ombra e luce…

in vegliante attesa

dell’alterità insalvabile…

Eco d’ombra riflessa

nella bianca luce

abbacinante…

Alfabeto di stupore

per la verità

in divenire.

V.

Le mie parole accompagnano “Dna” l’opera di Gaia Gea Anastasio esposta fino al 18 giugno 2020 a Palazzo Ducale a Genova.
Contatto Instagram: gea_life_art

Io sono desiderio

Io sono desiderio

e tu viandante

che scoprire vuoi

la mia misura…

È un viaggio periglioso

l’inesorabile scansione

e persino il tempo

sarà limite all’impresa.

Travagliato è l’orizzonte

del mio arco vitale…

è fiume che scorre

in rapide e cascate…

Nessun aiuto ci sarà,

per chi sa solo guardare

pensando ad un ruscello

che placido procede

verso la sua foce.

Difficile è il percorso

celato nell’invece

delle insidie preparate.

Ogni gioia ha il suo dolore

nell’universo emozionale

che porta dritto al cuore…

Segreto è il mio forziere

e tu,

non hai la chiave

per aprire senza danno

quello scrigno.

Ma se scrutar vorrai

il fondo dell’umano…

scorgerai il principio

che tutti li pareggia…

Giacché la primavera

brama d’essere l’estate

che l’autunno segue…

e l’inverno ogni stagion

sovrasta e impallidisce.

Ascoltami e ricorda:

chi nell’altrui mar s’immerge…

alle insidie sue s’espone…

e tra i coralli più lucenti

s’insinua la murena.

V.

Ph: Gea Gaia Anastasio

Pensieri Striscianti

La consapevolezza d’esistere a volte m’appare come qualcosa di magnifico, altrettante, di terrificante.

Mi sento il centro del sentire e l’istante dopo, il nulla intorno a cui il resto si muove.

Non emulo nessuno per preservare la mia autenticità ma mi sento schiava di circostanze esterne.

È un labirintico alternarsi di percezioni distorte ciò che svolazza nella mia mente ma poi striscia attorno a me, su di me, dentro me…la convinzione di aver perso troppo tempo a studiare le fauci degli eventi ed ora, fingo consciamente di non curarmene. Ho anche imparato a credere che i loro morsi non possano sbranare via pezzi essenziali delle mie convinzioni…

Sono più illusa che illusionista, capisco come risolvere gli enigmi solo allo scadere del tempo e le risposte arrivano quasi sempre quando non servono più.

Nella stanza del silenzio ho svestito il cuore dalla pelle di rospo, speravo di calmarlo e di liberarlo ed è finito a trasudare fuoco piangendo melodie straripanti. Ma non lo voglio coprire, questo suono lo vorrei pulire, perché niente è più volgare delle emozioni quando si guastano e si coprono di polvere.

Voglio fare un viaggio oltre i margini del buio, fuggire dalla paranoia, da un orologio rotto e dal fuso orario. Salire verso l’alto, rischiare di abbagliarmi, di accecarmi, tutto pur di scampare alle sabbie mobili.

Muterò la mia anima appiccicosa in liquida e ve la farò bere per farvi capire come ci si sente ad essere me.

V.

Di seguito due meravigliosi scatti realizzati da una mia cara amica e artista, potete seguire i suoi lavori su instagram: @railwaysphoto @gea_life

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