Un dì

Un dì…

Avevamo cura e amore…

amavamo la natura

e conoscevamo

la vergogna…

Un dì eravamo liberi…

e ci amavamo…

armonizzando la passione

nell’esistenza piena…

Un dì eravamo in sintonia

con le logiche del cosmo

e conoscevamo…

la realtà dell’entropia,

la formula del phatos.

Un dì eravamo lenti…

e quell’adagio stimolava

il pensiero e l’emozione…

Persino le poesie erano lunghe

e le scrivevamo a mano.

Un dì sapevamo che

il caos dominava il mondo

mentre il logos l’avversava

per dar scopo alla passione…

Un dì sapevamo…

Io ora non so se la ritroverò

al confine del possibile…

ma non la contrapporrò

alla ragione.

V.

Io sono desiderio

Io sono desiderio

e tu viandante

che scoprire vuoi

la mia misura…

È un viaggio periglioso

l’inesorabile scansione

e persino il tempo

sarà limite all’impresa.

Travagliato è l’orizzonte

del mio arco vitale…

è fiume che scorre

in rapide e cascate…

Nessun aiuto ci sarà,

per chi sa solo guardare

pensando ad un ruscello

che placido procede

verso la sua foce.

Difficile è il percorso

celato nell’invece

delle insidie preparate.

Ogni gioia ha il suo dolore

nell’universo emozionale

che porta dritto al cuore…

Segreto è il mio forziere

e tu,

non hai la chiave

per aprire senza danno

quello scrigno.

Ma se scrutar vorrai

il fondo dell’umano…

scorgerai il principio

che tutti li pareggia…

Giacché la primavera

brama d’essere l’estate

che l’autunno segue…

e l’inverno ogni stagion

sovrasta e impallidisce.

Ascoltami e ricorda:

chi nell’altrui mar s’immerge…

alle insidie sue s’espone…

e tra i coralli più lucenti

s’insinua la murena.

V.

Ph: Gea Gaia Anastasio

Sfera di Cristallo

Abitudini di vento

tra le sabbiose dune

mentre il castoro

spacca il legno

della barca

e il cuore…

Sono la figura geometrica

di un movimento vivo

che scandisce il mio destino

in un disegno che non vedo.

Talvolta raggiungo

una conoscenza metafisica

del mistero delle cose,

altrettante volte,

scendo al compromesso di esistere soltanto.

Forse non succede solo a me,

ma a tutti coloro che sono nati per la seconda volta.  

Mi sento come Venere,

giro in senso opposto

rispetto al resto del sistema…

ma nessun Urano,

placa il mio tormento.

Vorrei la sfera di cristallo, 

il terzo occhio sull’attenti,

traslarmi un po’ più in là 

per placare dubbio e turbamento…

Invece or ora a mezzanotte 

traccio a penna 

la realtà

che si scioglie tra le spire

del mio silenzioso pianto.

V.

hydra

Insieme a Hydra, scatto del fotografo Luca Di Fazio.

 

Pensieri Striscianti

La consapevolezza d’esistere a volte m’appare come qualcosa di magnifico, altrettante, di terrificante.

Mi sento il centro del sentire e l’istante dopo, il nulla intorno a cui il resto si muove.

Non emulo nessuno per preservare la mia autenticità ma mi sento schiava di circostanze esterne.

È un labirintico alternarsi di percezioni distorte ciò che svolazza nella mia mente ma poi striscia attorno a me, su di me, dentro me…la convinzione di aver perso troppo tempo a studiare le fauci degli eventi ed ora, fingo consciamente di non curarmene. Ho anche imparato a credere che i loro morsi non possano sbranare via pezzi essenziali delle mie convinzioni…

Sono più illusa che illusionista, capisco come risolvere gli enigmi solo allo scadere del tempo e le risposte arrivano quasi sempre quando non servono più.

Nella stanza del silenzio ho svestito il cuore dalla pelle di rospo, speravo di calmarlo e di liberarlo ed è finito a trasudare fuoco piangendo melodie straripanti. Ma non lo voglio coprire, questo suono lo vorrei pulire, perché niente è più volgare delle emozioni quando si guastano e si coprono di polvere.

Voglio fare un viaggio oltre i margini del buio, fuggire dalla paranoia, da un orologio rotto e dal fuso orario. Salire verso l’alto, rischiare di abbagliarmi, di accecarmi, tutto pur di scampare alle sabbie mobili.

Muterò la mia anima appiccicosa in liquida e ve la farò bere per farvi capire come ci si sente ad essere me.

V.

Di seguito due meravigliosi scatti realizzati da una mia cara amica e artista, potete seguire i suoi lavori su instagram: @railwaysphoto @gea_life

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Un giro all’Inferno

Vi inoltrerete nel fitto delle dune,
camminando scalzi a passi laterali su piccoli granelli.
Proseguirete nel cammino incerto scritto da sedimenti di petali sfaldati in briciole.
Danzeranno con voi le ombre finché oriente e occidente intrecceranno il percorso
e la via sarà perduta.
Solo allora sentirete i vostri piedi affondare fino alle caviglie,
sprofondando nella cenere plumbea.
Vi divoreranno la pelle i brani di cristallo infranto
e quando il vento solleverà alta la sua voce,
sciami di frammenti inonderanno i vostri occhi, smorzando l’aria rimasta in petto .
Cadrete,
affondando il viso al suolo e respirando un odore pronto a trafiggere le narici.
Il cuore si è svestito dalla pelle di rospo e ora trasuda fuoco piangendo melodie straripanti.
Se mai vi rialzerete, ogni strada o oasi sarà solo un miraggio
e, faticherete del riflesso malefico che vi ha ingannati.
Esulterete ebbri di una nuova visione, per poi barcollare a lungo privi di meta.
Il cielo non è più colmo di quelle stelle che avete da sempre ignorato,
adesso potrete godervi la caustica brezza delle vostre solitudini.
Un girotondo eterno e straziante dove nessuna anima torna indietro .
Non c’è più tempo di pentimento, ripiena è l’anima di peccati…
Ormai siete persi. Ormai dannati.
V.
hydr      My snake