Non ti scordar di me

Per la prima volta dopo tutti questi anni ti vengo a trovare…

Non so dire perché proprio adesso…non ho ancora accettato le regole della vita, soprattutto l’idea di non poter vedere più quegli occhi color del mare freddo, quel cristallo screziato di saggezza che soggiornava dentro la tua iride, placando istantaneamente il mio spirito ondeggiante.

Però sono qui, vestita in modo elegante, come se ci fossimo dati appuntamento per andare fuori a pranzo, in uno di quei posti curatissimi in mezzo al verde dove ci tenevi a portarmi sempre.

Sono qui, con una piantina in mano, forse avrei dovuto portare dei fiori, so che li avresti apprezzati… ma la verità è che odio i fiori recisi. Attorno a me tutte le persone che vedo li stanno portando ai loro cari, probabilmente non pensano che sono morti nell’attimo esatto in cui qualcuno li ha tagliati.

Ed io che sono qui, oggi, solo col desiderio di avere quel divino potere di ridare la vita, mai mi sognerei di portarti qualcosa che non ce l’ha più.

Questa per me non è solo una piantina ma un impegno, dovrò passare spesso a darle da bere, a potarla, a guardarla… uno sforzo enorme per una che in genere fa appassire anche le piante grasse!.

Ma ci proverò con tutte le mie forze, perché preferisco parlarti attraverso la vita che il freddo marmo su cui è posta la tua foto.

V.

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Cimitero Maggiore, Milano.

03~05

Come ogni anno arriva il giorno che non si può cancellare.

Vorrei una tua purificazione oggi, mi basterebbero tracce di lievi linee oniriche…

Le saprei unire per formare il disegno che mi indichi una via, uno strato di senso per ridare religione all’anima.

Immagino il cristallo screziato dei tuoi occhi mentre calpesti viali di foglie estinte e mai proferisci parola.

Ti penso in quella soglia che non vedo, rido dei momenti che ci resero felici. Tienimi stretta, dammi la tua forza, regalami la Pace.

In questo giorno mi sento sempre in un limbo, in una specie di nebulosa sala d’attesa fra i confini della luce e quelli delle tenebre, impalpabile e vaga nella migliore delle ipotesi.

Vorrei seguirti e prendermi le mie risposte, quelle che solo tu mi sapevi dare.

Ma so che ci sono viaggi troppo lunghi per le gambe umane ed io ho ancora della strada da percorrere quaggiù.

V.

UETLIBERG ZURIGO                  Uetliberg, Zurigo