Eleutheria

Quando ogni ansa

del ricordo sarà peso

liberati…

da questa zavorra

e vola via…

dal mistero del mutare

che permane…

Sciogli ogni nodo,

fuggi da mere apparenze

e trova la misura…

C’è una lacrima nel cuore…

una stilla che non esce…

ma smania di vedere

il tuo contento…

vestirsi di luce.

V.

Dna

Tu che canti cose belle

e strappi versi dal silenzio

tra tempo e tempo…

tra ombra e luce…

in vegliante attesa

dell’alterità insalvabile…

Eco d’ombra riflessa

nella bianca luce

abbacinante…

Alfabeto di stupore

per la verità

in divenire.

V.

Le mie parole accompagnano “Dna” l’opera di Gaia Gea Anastasio esposta fino al 18 giugno 2020 a Palazzo Ducale a Genova.
Contatto Instagram: gea_life_art

Di fianco a me

Di fianco a me

Non mi importa guardarti … mi basta sentire che sei qua, al mio fianco,
Sentire il tuo respiro e percepire i tuoi sogni da ogni minimo movimento che fai .

Non mi importa guardarti, mi basta sapere che in quei pochi secondi in cui aprirai gli occhi per poi richiuderli e tornare nel buio dei sogni, mi cercherai con le tue mani, come se volessi assicurarti che io sia ancora lì di fianco a te.

Non mi importa guardarti perché il tuo profumo resta indelebile in questa stanza , che tu ci sia o meno.

Non mi importa guardarti, a patto che i tuoi sogni continueranno a riempire il vuoto della notte , il tuo profumo avvolgerà ogni singolo oggetto e le tue mani mi cercheranno per sempre nel nostro piccolo infinito caotico .

Martina Patruno

Potete seguire il blog di Martina “Viaggio Virtuale” che parla di racconti ed esperienze personali, vi lascio il link: https://martinapatruno2810.wixsite.com/website

Non è una foto

Scorre come un liquido amaro,

quell’insana abitudine di lasciare che il tempo passi senza agire.

Mi allontana, come un insetticida umano.

Si può davvero avere la pretesa di cristallizzare tutto come in una foto?

Quando ci sono cose che non possono aspettare troppo per essere vissute, perché si perdono…

E la giostra continua a girare, le nuvole a cambiare disegni…

Ed il tramonto di oggi non sarà mai quello di ieri.

V.

Grazzano Visconti

Un dì

Un dì…

Avevamo cura e amore…

amavamo la natura

e conoscevamo

la vergogna…

Un dì eravamo liberi…

e ci amavamo…

armonizzando la passione

nell’esistenza piena…

Un dì eravamo in sintonia

con le logiche del cosmo

e conoscevamo…

la realtà dell’entropia,

la formula del phatos.

Un dì eravamo lenti…

e quell’adagio stimolava

il pensiero e l’emozione…

Persino le poesie erano lunghe

e le scrivevamo a mano.

Un dì sapevamo che

il caos dominava il mondo

mentre il logos l’avversava

per dar scopo alla passione…

Un dì sapevamo…

Io ora non so se la ritroverò

al confine del possibile…

ma non la contrapporrò

alla ragione.

V.

Ai Confini Improbabili

Sono stata strega, fata, fantasma, angelo e demone.

Ho varcato il Quinto Regno ed ho dormito dentro alle fauci dei draghi.

Ho nuotato nel liquido isotermico, bevuto idromele al sorgere della nuova Luna e presidiato il Sabba sulle spalle di un gigante.

Ho seppellito il Malleus Maleficarum e tradotto il Manoscritto di Voynich.

Ho teletrasportato Battiato ed evocato Stravinsky sulla prospettiva Nietzsche.

Mi sono mossa come una dinamo su hertz non ancora scoperti e tinto i capelli con colori che non esistono.

Ho attraversato la banchisa artica con una candela mentre sottolineavo libri mai scritti.

Ho sovvertito l’ordine del tempo riportando in vita il Duca Bianco.

Ho camminato lungo viali di foglie estinte per recuperare un amico.

Ho fotografato Hitler con la macchina di Franz Block.

Ho rubato il frammento dell’esistenza di Asgard e ballato a piedi nudi sul dorso di un Ungaro Spinato.

Ho bevuto sangria dal Santo Graal e scambiato la mia anima per 5 ciliegie.

Ho addomesticato uno scorpione e l’ho chiamato Phillip.

Ho lanciato i regali dei miei ex nella voragine vulcanica del Monte Fato.

Ho aiutato Trabuco a fare lingotti d’oro e svelato a Ed Foster dove fossero nascosti.

Ho fatto miliardi di cose eppure…

non sono ancora riuscita a rapire

il suo cuore.

V.

“Ho addomesticato uno scorpione e l’ho chiamato Phillip.”

Malelingue

Il peso di nascer donna

ed il pregiudizio d’essere Eva…

Quando mi vedono parlare coi serpenti,

le male lingue si stemperano al fuoco nero.

Presagiscono il mio peccato

sedendo al banchetto dei predicanti.

L’ipocrisia trabocca dai loro calici di risa spregianti,

mentre lambiscono i bordi della mela.

Se provassero amore,

come me,

non cadrebbero in alcuna

tentazione

né calunnia.

V.