Emozioni

Intonerò il mio canto

a questa vita…

e vestirò i colori

di voi così diverse…

di tristezza ed allegria,

di angoscia ed euforia,

di felicità e malinconia.

L’atmosfera emozionale

del mio essere nel mondo…

tesserà la trama del sentire…

e mentre voi vi schiuderete…

indosserò i colori

dell’esistenza mia pervasa.

Terrò per me

solo il silenzio

e questa brezza

che delicata spiegherà

il perché della mia noia.

V.

Malang, Indonesia.

Storie

A piedi nudi per la via

un bimbo tira calci

alla sfortuna…

Quasi nudo e sorridente

un altro tira sassi al cielo

mentre finge di volare…

In una via dimenticata

bimbi senza scarpe giocano

con scarti e bottiglie,

regalando ricchi sorrisi.

Dentro una baracca

sotto un ponte

una donna taglia e cuce

vestiti che mai indosserà,

sperando in una vita meno dura.

Un uomo senza denti

e dagli abiti consunti

accompagna il figlio

a scuola

benedicendo il suo futuro.

Storie viste e da vedere,

vissuti veri e giochi duri,

desideri consumati

nei giorni tutti uguali.

Sogni prestati all’occorrenza

imparando a vivere d’istinto

nelle notti senza tetto

finché non mutano le stelle.

V.

Malang, Indonesia.

Suoni d’oltre

Suoni d’oltre

tra i silenzi

e questa quiete.

Suoni nuovi

e suoni antichi,

storie raccontate,

fedi e vecchi miti.

Vibra l’espresso

che si esprime,

voce dell’adesso

e linea di confine.

Vibra e si diffonde

l’onda della lira

che l’universo fende

in ogni spira.

Sinfonia celeste

e strumento di misura,

suono primordiale

che l’anima cattura.

Canto del creato,

d’esplosione conseguenza,

grandissimo boato

e ponte di latenza.

V.

keraton yogyakarta, Indonesia 🇮🇩

Push the red button

Cari scrittori e lettori, condivido con voi un ironico ma allo stesso tempo veritiero racconto scritto apposta per il mio blog da Simone. E sono contenta e onorata per questo.

Vi lascio alla lettura e che possiate apprezzarne il testo quanto me.

~

Sono nel centro … ma non nel centro del mondo … ahimè, sono soltanto nel centro commerciale vicino casa…

Apro un bigliettino natalizio musicale, con le lucine che fanno da cornice ad una “frase da cioccolatini”, e mi sento improvvisamente molto più in sintonia con i cattivi dei film di James Bond, che sono sempre alla ricerca di quel famoso pulsantone rosso che farebbe sparire la razza umana …

Ma tutti oggi dovevano venire a fare la spesa?! … Sarò drastico … ma io credo che siamo in tanti, o meglio siamo in troppi … perché in fondo, i numeri si contano, ma le persone si pesano … e mentre peso le zucchine alla bilancia automatica … che numero sono? ah sì, 24 … dentro di me prende forma un’idea … non so da dove arrivi, si genera da sola … si auto costruisce … come i mattoncini colorati di Lego, che mi circondano in questo infinito labirinto dei balocchi … un’idea colorata …

“Sono fermamente convinto che la solitudine non sia il problema da risolvere, ma sia la soluzione al problema!” mi dico mentre raccolgo l’ultimo mandarino rimasto solo nella cesta …

Mi rendo conto che sono finite anche le arachidi … zero, nada, estinte … estinte … a proposito, vi rendete conto che siamo l’unica razza che ha il privilegio di poter scegliere se eclissarci per sempre … o fermarci prima, fare qualche passo indietro … qualche passo laterale … e ricominciare nella giusta direzione … e per quanto sia paradossale, non abbiamo ancora scelto … e nemmeno io ho ancora scelto … compro il cous cous o la quinoa, mhhh …

I rinoceronti bianchi non hanno la possibilità di scegliere di non essere bracconati … così come i coralli non possono scegliere di smettere di “fiorire” … ma noi questa fortuna ce l’abbiamo, e finora la stiamo sprecando …

Umani … Favoriti dalla sorte dovremmo chiamarci … qui in fila alla cassa, qualcuno di noi potrebbe addirittura vincere uno smartphone … … …

Eppure tutta questa sorte favorevole io non sento di meritarla … ci continuiamo a ritenere la razza predominante sul pianeta, ma dovremmo imparare a vederci un po’ più dall’alto … a decentrare la nostra attenzione, da noi stessi, a ciò che ci circonda … e per farlo non ci serve certo “Google Earth” …

Sappiamo solamente metterci al centro … e questa volta sì, ahimè … al centro del mondo …

Sono circondato da poesia in movimento, bellezze indescrivibili, e un’infinità di macchine in coda, in uscita dal parcheggio del supermercato … che fanno danzare i tergicristalli sui loro vetri appannati … c’è bellezza in tutto questo … eppure nemmeno la donna più bella del mondo sarà mai bella come un lupo che caccia al chiaro di luna … nemmeno il più tenero sorriso di un bambino, sarà profondo e sincero come gli occhi di un gorilla sotto la pioggia… nemmeno il più elegante reale d’Inghilterra, sarà nobile quanto la corsa di un cavallo sulla sabbia… al concorso di Miss Universo, dovrebbero partecipare anche i fiori … in lista per l’Oscar al miglior film, dovrebbe ricevere una candidatura anche la barriera corallina … e nei più prestigiosi musei delle grandi città, dovrebbero essere in mostra anche i fiocchi di neve …

Non siamo poi così bravi e belli come crediamo alla fine … Sarei curioso di vedere chi vincerebbe … a proposito, chissà chi ha vinto X-factor … fammi fare una ricerca sul pc …

Eppure siamo in grado di comporre epiche sinfonie … di scolpire statue eteree… e di creare divini poemi …

Ma non meritiamo le armonie di Mozart … i felini hanno orecchie più acute delle nostre, loro sì che sarebbero degni di tanta limpidezza … eppure la mia gatta sembra più interessata alle buste della spesa che ho appena appoggiato sul pavimento, piuttosto che al “Requiem in D minore” del più grande genio musicale mai esistito … che nel frattempo ho fatto partire su you tube …

Non meritiamo le sculture di Canova … la pelle dei serpenti è senza dubbio più pura della nostra … eppure potrebbero persino ritrovarsi ad ondeggiare, con la loro strisciante danza, sulle morbide curve marmoree di “Amore e Psiche” senza accorgersi neppure della perfetta levigazione del marmo, reso leggero e immortale …

Non meritiamo di studiare la “Divina Commedia” … gli ampi occhi di un’aquila sarebbero ben più preparati per accogliere cotanta luce poetica … eppure potrebbero persino ritrovarsi tra gli artigli l’immensa opera del Sommo Poeta, senza essere capaci neppure di leggerla …

Seguo le luci di Natale disseminate sulle ringhiere dei cancelli, come se fossi Pollicino e mi ritrovo a casa …

Queste ingiustizie mi annebbiano la mente, non so cosa è giusto, e cosa non lo è … sono confuso … non avevo comprato il latte di soia? boh, va beh …

Sotto il caldo getto della doccia, il caos del centro commerciale è già un ricordo … mi sento meglio … non mi sento adatto alle grandi masse … quando sono solo in una stanza, siamo già in troppi

Decido di guardarmi un film di 007, ma non riesco a fare a meno di pensare che quell’ultimo mandarino … proprio come me, forse stava meglio da solo, o sul suo albero, se solo non lo avessi raccolto dalla cesta… penso che in fondo, alla zucchina non serviva essere misurata e pesata da me per sentirsi più felice …

E penso che anche oggi, a differenza del cattivone del film, l’unico pulsantone rosso che ho premuto è quello per annullare la transazione del mio bancomat … proprio non mi resta in testa questo nuovo pin …

Vorrà dire che lo terrò come buono proposito per il 2018 … oppure potrei scriverlo nella letterina …

“Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei che l’umanità si destasse dal torpore che si è autoinflitta, e che invertisse la rotta per poter preservare tutto ciò che di bello ancora esiste e resiste … oppure se proprio vedi che non è cosa, e non ce la fai a svegliarci tutti … fai in modo che faremo un bel sogno lungo una vita, di modo da non combinare più danni, perché nessuno di noi combinerebbe  danni, se seguissimo più spesso e con maggiore intensità il nostro sogno … e mi raccomando, ricordati di spegnere la sveglia!”

P.S.: salutami tu la Befana, e digli di non stare a passare da me, che con i tempi che corrono, dobbiamo cercare di limitare le fonti non rinnovabili come il carbone …

Buone feste a tutti quanti …

Simone Sendoh

L’Etá del Mondo 

“La mia età è l’età del mondo” è una frase di Friedrich Schiller utilizzata dall’artista Anselm Kiefer quando presentò una mostra a Roma.

Schiller è un artista romantico e come tale è un nostalgico.

 La sua nostalgia però non ha nulla di svenevole, non cade nella commiserazione per una mitica e irripetibile età dell’oro.

È una nostalgia che guarda al passato ma che non è passatista.

È la nostalgia di Goethe e Novalis, per cui attiva, che sa, come scriveva Bernardo da Chiaravalle, che “non siamo altro che nani sulle spalle dei giganti”.

Per questo l’età di ognuno è l’età del mondo e per questo dobbiamo continuare imperterriti a riscrivere le nostre età attraverso i testi e i progetti di chi ci ha preceduto considerando l’impegno come un dovere estetico nei confronti di Noi stessi e di chi verrà dopo.

V.

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Barcelona, Spain.

Bisogni

La mia mente fluttua tra giorni di consistenza sciamanica.

Ho avuto problemi nell’infilare parole sulle sottili righe di carta.

Probabilmente c’è un tempo per viverle le storie ed uno per raccontarle.

La scrittura è fatta di pensieri che sono il solo mezzo per fissare le mie impressioni.

Le estese dita della mente sono incontrollabili,

peccato che la penna non sempre riesca a seguirle…

Mi ritrovo ancora una volta col mio spirito ondeggiante.

Per questo non vedo l’ora di tornare qui tra queste pagine seppur virtuali.

In questo mio mondo, dove il tempo non ha colore ne forma, se non quella che ho deciso.

Dunque scrivo, frusciando i miei pensieri in fiammelle che fughino di verde, il mio colore primario e del grigio della nebbia che qualche volta mi assedia.

Navigo a parole, qui in mezzo, le afferro con decisione osservandole fluttuanti sulla mia testa.

Son qui, senza regole, dove nasce e giace ciò che scrivo.

Perché ne sento il desiderio.

V.

bisogni

Galassia Privata

Nella mia Galassia Privata, l’etica personale gioca un ruolo indispensabile.

Anche se ne ho una che gira su orbite ellittiche fatte di vertigini…

Questo non mi preoccupa quando mi staziono in certi comportamenti ed esamino con nozioni telescopiche, capaci di decifrarne i tracciati, quella fetta di universo.

Mai stata infallibile o troppo saggia, ho fatto un sacco di sbagli nella mia vita, ne farò ancora! Anche se ogni volta che la Terra inventa una rivoluzione orbitale, sorge l’illusione di una minore permeabilità agli errori.

che dire…mi incanta l’effetto poetico che muove le sfere, poichè anche quando i mondi collidono con rabbia può capitare che ci sia un finale nobile e prezioso.

L’universo lo voglio del colore di una supernova, odio il disfacimento dei pianeti che girano solo per inerzia.

V.

gALASSIA PRIVATA     Civico Planetario Ulrico Hoepli, Milano

Bangkok

È un momento di relax piuttosto strano, quando dall’alto vedo l’agitarsi di un mondo a sé.

Come api impazzite di un gigantesco alveare… tutti sfrecciano tra traffico, rumori, odori (spesso di olio ribollito al massimo), disordine e contraddizioni.

Io e Jacopo ci perdiamo in poco tempo, le strade son tutte uguali ma diverse.

Eccetto noi, il resto sembra sapere dove andare.

Ho visto blatte, topi e molto altro sottolineare le scarse condizioni sanitarie, ma ho anche visto persone senza denti regalarmi sorrisi Hollywoodiani per la strada senza un reale motivo.

Non riesco ad evadere e lasciarmi andare al relax, sono stregata da questa terra e anche innamorata!

Appena messo il primo piede nell’acqua, la mia mente si era già tolta le scarpe e correva dentro i miliardi di cavi elettrici che percorrono questa assurda città.

V.

thai

        Bangkok, Thailand

BANGKOK

Vino

Ogni filosofia insegue il proprio vino

e ciascuno stringe il suo bicchiere.

“In vino veritas” dicevano i latini

e l’epoca tradita ora non seduce.

Alto s’alza il tanfo di sentina

e grido al mondo il mio disgusto.

Boriosi verri colmi di denaro

stringono il giogo e la catena,

mentre l’indegna servitù

svende il popolo digiuno.

Se la scelta della secessione

sarà un fardello troppo grande

servirai la banalità del male.

Non c’è virtù nell’egoismo

e l’altruismo sia la tua legge.

Rischia e lotta per il vero,

ripudia il decadimento pervadente,

e correggi questo mondo capovolto,

oppure apprestati a visitare la cantina.

V.

VINO