Io sono desiderio

Io sono desiderio

e tu viandante

che scoprire vuoi

la mia misura…

È un viaggio periglioso

l’inesorabile scansione

e persino il tempo

sarà limite all’impresa.

Travagliato è l’orizzonte

del mio arco vitale…

è fiume che scorre

in rapide e cascate…

Nessun aiuto ci sarà,

per chi sa solo guardare

pensando ad un ruscello

che placido procede

verso la sua foce.

Difficile è il percorso

celato nell’invece

delle insidie preparate.

Ogni gioia ha il suo dolore

nell’universo emozionale

che porta dritto al cuore…

Segreto è il mio forziere

e tu,

non hai la chiave

per aprire senza danno

quello scrigno.

Ma se scrutar vorrai

il fondo dell’umano…

scorgerai il principio

che tutti li pareggia…

Giacché la primavera

brama d’essere l’estate

che l’autunno segue…

e l’inverno ogni stagion

sovrasta e impallidisce.

Ascoltami e ricorda:

chi nell’altrui mar s’immerge…

alle insidie sue s’espone…

e tra i coralli più lucenti

s’insinua la murena.

V.

Ph: Gea Gaia Anastasio

Ora si va via

Ora si va per altre vie,

si va tra i misteri

del vivere ramingo

per dare un senso al viaggio…

Si va via da ciò che fu

della nostra adolescenza,

dai volti ormai sfumati

e dai sogni nel cassetto…

Ora si va via

dalle canzoni idiote,

dalle cattive compagnie

e dall’abuso dei mi piace…

Ora si va via

dall’erotismo

dalle luci di un’estate frettolosa

e dal compiacere ad ogni costo…

Ora si va via

dagli orrori della storia,

dagli ipocriti silenzi

e dalle logiche del branco…

Ora si va via

da questa società dolente,

senza senso e divenire,

che verso il nulla ti conduce…

Ora si va via

per incontrare luoghi nuovi,

per descrivere paesaggi

oltre il grigiore di città…

Ora si va via

per abbracciare cieli veri,

luci, zefiri e colline

e foreste di animali mai veduti…

Ora si va via

tra erbe sconosciute,

canti di cicale e voli di gabbiani

stampati contro il sole…

Ora si va via

dall’ingombranza

degli umani assai brillanti

che ti spiegano la vita…

La stessa vita che non hanno…

Ora si va via

perché viaggiando

puoi incontrare la poesia,

il canto forte che avvicina,

l’alta luce e il largo fiume

che tra le stelle ti trascina.

V. 

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L’incerto

Non so più dove vaga

il mio spirito in tumulto.

Mi ritrovo sola

in un tempo disfatto

con le lancette sciolte.

Tra le nebbie dell’incerto

chiari s’odono

i passi del viandante.

Alta vola l’aquila

nel cielo meno scuro

e forse troverò

la sicura strada

e non rovinerò

lungo la china.

V.

Opera dell’artista Dalí (Nobility of time) 1977-1984. Foto scattata a Milano (San Babila).

Oltre

E ora sono qui,

sono qui adesso,

in questo spazio

e in questo tempo,

in mezzo al mio Verde,

al confine di ciò

che percepisco.

Sola sono qui,

per tutti sono qui,

per tutti

e per me stessa.

Sento, vedo, tocco.

Il tutto già circonda

il mio essere finito.

Ancora,

ancora e ancora

percepisco gusti e odori

della terra che m’accoglie.

Ma io sono di più.

Io posso andare oltre…

Oltre il limite d’un corpo.

Qual è il senso del confine?

Scorgo già i siderei abissi

d’infinito senza tempo.

E lí,

al di lá delle certezze,

vago…

verso ciò che non conosco.

V.

L’alpeggio delle coccole (CO)

Bisturi

Come un bisturi

il tuo dubbio

lede la mia pelle,

il tuo silenzio

scarnifica le viscere…

Vivisezionata cammino,

sono viva e non lo so.

V.

BISTURIGrazie a Gaia per questo scatto perfetto! Potete vedere le sue foto su instagram: railwaysphoto

Perdersi

Quando l’acqua

sembrò calma

ci perdemmo

nel fluire della corrente

che silenziosa

agitava inaspettata…

Metto piede nei ricordi

mentre la verità mi sfugge

e sotto l’acqua

nulla è come sembra…

Persino il mio presente

senza te

non è sicuro…

ma nulla può fermare

l’amore che ti colpisce

e picchia duro.

V.

PERDERSINovalja, Croazia.

Un nuovo amico

Addio bambino,

dormi ora,

dormi e sogna,

allontana la fatica

d’una vita prigioniera.

Dormi ora,

dormi e sogna,

sogni lievi,

dolci, puri

e senza tempo.

Fievoli brezze diradano le nubi,

arcobaleni annullano distanze,

placide onde e assolate spiagge,

profumi intensi e fiori rari,

armonie celesti e suoni nuovi.

Dormi ora,

dormi e sogna,

lasciami i perché

di quel disegno misterioso,

di quella lacrima improvvisa

per non averti conosciuto.

Dormi ora,

dormi e sogna,

Tu puoi passare oltre,

oltre il limite d’un corpo,

oltre il senso del confine,

al di là d’ogni certezza.

E li,

oltre i cardini dei sensi,

senza gioghi ne catene,

esplorerai la libertà senza misura.

Dormi ora,

dormi e sogna,

verrà il lampo a rischiarar la notte,

verrà la pioggia a dilavar la pena,

e Tu, mio nuovo amico,

varcherai la soglia dell’ignoto

nella clessidra d’un sogno.

V.

NUOVO AMICO

Guerriero

Poesia inviatami da Iago, so che non posso custodirla solo per me, quindi la condivido con voi! Iago non ha un blog come mi hanno già chiesto, è uno spirito troppo libero per averlo ma so che leggerà i vostri commenti. Buona lettura!.

Chi sei e perché dibatti

ciò che non comprendi?

Più alte leve muovono i valori

di chi non anela ai molti inverni.

Limpido il pensier, salda la roccia

e rapida l’azione nella pugna.

La mente domina il giudizio

e i muscoli in tensione

concretano l’azione.

L’identità prescinde dal vessillo,

e l’evento è solo utile allo scopo.

Solo o coi fratelli il guerriero

scende in campo,

sempre alla mercede

del destino che scompagna.

Non c’è odio, né rancore,

né ferocia, né vendetta.

L’ideale vince la paura

e non esistono gli eroi.

La sola forza è forma cieca

che giustizia non produce

e la motivazione insufficiente,

come l’illusione del saccente.

Il Guerrier non si concede al vanto

e crede necessaria l’obbedienza,

reputa falsa la grandezza

e non degrada la giustizia.

Nulla chiede il Cavaliere al proprio Duce

e non spreca in vane lodi la sua voce,

il giuramento ne vincola l’essenza

e il concreto sconfigge l’apparenza.

La propria libertà

asserve alla sua Patria

e non idolatra il soldo.

Onora chi lotta per servire!

È la necessità che domina

i suoi passi.

Perché cotanto cruccio

che disdegna una risposta?

Non servono risposte,

sei troppo indaffarato

e i tuoi occhi sono chiusi.

L’anima è sogno

e la materia solo fiume.

La vita è guerra,

la fama oblio.

Son colei che marcia

e ti sorveglia,

l’equilibrio oltre la vista.

La finitudine del cerchio.

Il significato del vagito

al ciglio dell’abisso.

Son colei che pareggia

Alessandro al mulattiere.

Nulla potrai opporre

al mio giudizio.

Io sono il tramonto e la caduta.

La mia lama già minaccia la tua spiga

e non c’è scampo al balzo.

La tua risplendente luce

ha già consumato il cero.

Dimmi ora che sei pronto.

Iago.

guerriero        Bangkok, Thailand

 

Vino

Ogni filosofia insegue il proprio vino

e ciascuno stringe il suo bicchiere.

“In vino veritas” dicevano i latini

e l’epoca tradita ora non seduce.

Alto s’alza il tanfo di sentina

e grido al mondo il mio disgusto.

Boriosi verri colmi di denaro

stringono il giogo e la catena,

mentre l’indegna servitù

svende il popolo digiuno.

Se la scelta della secessione

sarà un fardello troppo grande

servirai la banalità del male.

Non c’è virtù nell’egoismo

e l’altruismo sia la tua legge.

Rischia e lotta per il vero,

ripudia il decadimento pervadente,

e correggi questo mondo capovolto,

oppure apprestati a visitare la cantina.

V.

VINO