La Cura lontana

Al momento, tra gli innumerevoli stati d’animo che mi porto dentro, la nostalgia è superiore a tutti.

Questo perché lo scorso anno, a quest’ora, chiudevo lo zaino di viaggio e aiutavo Jacopo a finire il suo, per poi partire all’alba verso un luogo che mi ha segnata profondamente.

A distanza di un anno potrei raccontare ogni singolo particolare.

È tutto ancora così nitido…ci penso e non reggo il confronto con la realtà attuale.

Cara amata, Cara mia Thailandia, sei riuscita a farmi ripudiare qualunque altro luogo che ho conosciuto, soprattutto quello dove vivo.

Sono qui senza te che resisto all’inverno milanese. È una sconfitta aprioristica per chi è nato col sole dell’estate ed ha vissuto il tuo calore.

Sono qui che sopporto le vuote formalità nel mio adattarsi quotidiano, per vincer l’apatia e resistere alla noia.

Ho l’anima appiccicosa che stancamente arranca, per cercare di riempire i miei vuoti interiori…

Mi sento come il pittore che non riesce a dipingere la nebbia.

Senza stimoli e pulsioni, sembra di percorrere un mondo che va per la sua strada senza un cane che mi ascolta.

Cara Thailandia, Cara Cura, quanto bisogno di una tua purificazione ho adesso, dei tuoi bagliori visibili oltre il margine del buio.

Dei benefici influssi capaci di guidare i miei passi e rendere sottile ogni pensiero infelice.

Ma ora sei lontana e il mio tempo per questo anno manca al nostro incontro.

Ma io arrendermi non voglio, ed arrendermi non posso e troverò una via d’uscita per strappare l’anima al torpore che l’afferra.

V.

Chiang Rai, Thailand

A volte

A volte gli attimi

hanno una loro

interminabile durata

a volte la mente

si perde

dentro un suo ricordo…

a volte lo sguardo

non trova

il tuo bel viso

a volte

decidi

di dimenticare.

Jago.

a volte     Recco, liguria.