Seralba

Una strada nuova

all’orizzonte del mio

ultimo cammino…

confonde il rosso cupo

di una sera senza sosta

coi piedi doloranti…

piccole gocce nel rossore

scompongono la luce

e strozzano la voce…

sono lacrime di pianto

che cadenzano l’attesa

alla fine dell’inizio.

V.

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Malang, Indonesia

Brucaliffo

Concludo questa serata fumando del narghilè.

Subisco involontariamente il fascino di certe liturgie profane.

Mi incantano i cerchi di fumo che si compongono, mi fanno sentire come il Brucaliffo.

Il tiepido relax del tabacco e delle parole mi porta a incamminarmi verso viali limitrofi.

Vorrei saper rapire il volto di ciò che muore lungo i solchi di questa sera, mentre l’erba schiocca il tempo al vento e scioglie senza sforzo la mia mente.

Giungo alla fine di un viale, sotto un tronco triste e perso, coi rami tetri, seducenti e un po’ spettrali. Attorno vi è solo terriccio e chiazze violette di petali caduti.

Mi siedo tra le radici fermandomi a cercare tregua cardiaca.

Sono in preda ad una calma feroce, è una strana sensazione.

Qui i pensieri si liberano più facilmente, mi addormenterei volentieri tra le braccia di quest’albero, tra il terriccio morbido, le foglie sgualcite e il tiepido venticello che saprebbe cullarmi fino alla stella del mattino.

Invece abbandono l’idea e allaccio le scarpe riprendendo a camminare.

La via percorsa resta alle mie spalle, quella da scorrere si apre lì davanti e in qualche modo mi riporterà dov’ero prima.

Questo sarà un altro luogo da aggiungere alla mia collezione di posti dove scappare per trovare pace momentanea.

Mi volto a guardarlo un’ultima volta mentre i piedi continuano a camminare.

V.

btucaliffo

Ringrazio Gaia per lo scatto, potete vedere le sue foto su instagram: Railwaysphoto

Strane Sere

 

Vorrei saper rapire il volto di ciò che muore

lungo i solchi di questa sera,

mentre l’erba schiocca il tempo al vento

e scioglie senza sforzo la mia mente.

Dondolo sull’apparente equilibrio,

in bilico sulla cruna dell’attimo,

provo ad inserire un istante dietro l’altro.

Non finisco mai la mia collana di perle,

fallisco sempre nel mio intento.

Le fumose trame dell’ordine tacciono…

Si sente uno scoordinato canto

che si dissolve

davanti al quadro dei veggenti.

V.

strane sere        Piazza del Duomo, Milano.

 

 

Sospesa a mezz’aria

La stanchezza di stasera si mescola silente al profumo ovattato dell’incenso .

Esso sfuma i contorni della mia stanza…

Mi lascio cullare senza sforzo, specchiandomi negli infiniti panorami mentali pronti a consumare il loro calante esotismo.

Si sparpaglia un languido e sontuoso profumo di lavanda. E’ una sensazione piacevole, all’istante mi sento più leggera.

Non reprimo mai i pensieri .

Voglio che siano liberi .

Che almeno loro sappiano volare in alto, conoscere la libertà, librarsi ancora più su. 

E li osservo fino all’ultimo momento mentre impalpabili e cristallini, zampillano e si arrampicano lungo le esili brume. 

V.

incenso