Fiamma di illusione

Subisco l’Era dell’Acquario,

ne sono consapevole,

me ne accorgo…

come ci si accorge che arriverà brutto tempo perché ci fanno male le ossa.

Sollevo puntualmente il capo in cerca di un segno che tarda ad arrivare…

poggio sconfitta le mani sulle mie guance ed i gomiti sulle ginocchia,

non vorrei pormi così tante domande

ma è la mia natura incontrollabile,

non si può impedire al lupo di chiedere alla luna.

Vorrei saper ridare pace all’anima,

placare uno stato così liquido da non essere più afferrabile.

Rubare il fuoco e scongelarmi ma…

non ho ancora capito come si fa.

Pensare mi pesa,

l’immaginazione è la mia illusione più grande…

plasmo di continuo futuri che non accadono mai se non nella mia mente.

Ballo il valzer con te nella mia stanza dello spazio e del tempo,

e’ il solo luogo dove balla anche chi non sa ballare.

Scrivo un elogio a te, ma tu non leggi

e tutto questo mi addolora, anche scrivere…

Brucia…

quanto brucia l’illusione,

non avrò trovato pace ma,

forse,

un modo per scongelarmi.

V.

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Come nel Diorama

Ieri notte,

per la seconda volta nel giro di un mese,

sogno di stare insieme a Francesco Bianconi…

(mai ipotizzato nella vita reale).

Entrambi i sogni sono come in “Diorama”:

non esistono tempi,

nè prima e nè poi,

solo l’apice di una storia d’amore astratta,

fatta di poche parole,

di sguardi attenti

e di carezze rassicuranti

come la sua voce.

Quando mi sveglio,

litigo coi due tempi,

con quello dei sogni

e con quello della vita reale.

Riascolto “Diorama”

e prendo ancor più consapevolezza

che quei “Mondi Lontani”

senza tempo,

sono la fuga perfetta

da un mondo in rovina.

Ed è lì che mi sento al sicuro.

Sabina Gipsy.

come in diorama

 

Porgimi un fiore

Voglio stendere code di fuoco,

lunghe scie ribelli e cangianti,

feroci di emozioni…

Voglio cantare inni inesorabili alla vita,

bruciare le nostre passioni

nell’eterno fluire di un lampo…

lasciare che i fulmini ci trafiggano,

ogni stilla di sangue versato

è la degna gabella al carico di sogni

che ci giunge in petto.

Voglio innalzare putiferi e polveri,

scatenare tempeste di leggi gravitazionali

se necessario.

Voglio rubare momenti felici,

per vestirti di quel che serve.

Voglio guardarti negli occhi

e perdermi

in quell’abisso di parole e silenzi

che irretiscono la lucidità.

Voglio forgiare un nuovo Universo personale,

per Te,

remixare i giorni di questa vita e

slacciarli alla brezza 

come aquiloni d’ombra,

per Te.

Fammi un sorriso,

porgimi un fiore.

Non finiremo nel limbo delle incognite.

Incendiamo i nostri demoni,

rinasceremo ogni volta,

come fenici.

V.

porgimi un fiore

 

 

 

Piccola Ulisse

Nel mio perpetuo errare alla ricerca di lidi,

ho necessità a volte di riposarmi e trovar pace.

Tuttavia resto nomade nello spirito

e non posso fermarmi in un solo luogo troppo a lungo.

E nemmeno un tempo mi basta.

Spesso, delirando, dubito che sia sufficiente un’esistenza soltanto.

Quando torno a ragionare coi remi della razionalità,

vedo troppi riflessi da placare  nei momenti di bonaccia.

Eppure, la vita che vado inseguendo,

è quella che mi travolge in larghe ondate.

E’ burrascosa e spesso finisce per spingermi in fondo,

ma sempre mi scaraventa al largo,

verso quell’ignoto che mi spaventa e chiama,

seducente come un canto di sirene ammalianti.

Ascoltai quel canto dall’inizio alla fine,

una sinfonia di incontrollabili emozioni

che viaggiano verso il loro possesso.

Ma la vera pace la ritrovo nel riunire

le poche persone che amo intorno al fuoco,

allo scorrere dell’idromele e del vino,

a raccontar storie accadute e non,

a perdersi in mari futili ed irrazionali

che effimeri non sono,

che hanno la consistenza dei sogni. E non è poco.

E narrando tali storie,

volgo lo sguardo verso l’orizzonte

per rimirar il limite estremo ove trova pace

la mia sete d’avventura.

V.

piccola ulisse

Barcelona, Spain