Controvento

Spiegami il perché

di questo viaggio

inaspettato

verso luoghi che non cerco…

Ho vissuto e ancora vivo,

ma non colgo

il punto d’esistenza

in cui mi trovo…

Amo stare qui

nel mio dolce rimanere

tra la terra e il cielo,

tra la riva e il mare…

Forte spira il vento

e gonfio è l’aquilone

che lontano mi conduce

tra spavento ed emozione…

E tu che altrove mi accompagni

quale vantaggio otterrai

dalla mia furia

quando sarò senza compagni?

Può sembrare sortilegio

il volo sopra l’aquilone,

ma è una brezza passeggera,

un sogno, un’illusione…

La trama è finta o veritiera,

ma chi mai potrà creare

un mondo nuovo per qualcuno

senza averne visto uno?

Se guardi le nuvole capisci

che il vento non le rende

somiglianti ai pesci,

lo sai che è solo un’illusione…

È l’enigma della tua immaginazione.

V.

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Stromboli, Sicilia.

Come nel Diorama

Ieri notte,

per la seconda volta nel giro di un mese,

sogno di stare insieme a Francesco Bianconi…

(mai ipotizzato nella vita reale).

Entrambi i sogni sono come in “Diorama”:

non esistono tempi,

nè prima e nè poi,

solo l’apice di una storia d’amore astratta,

fatta di poche parole,

di sguardi attenti

e di carezze rassicuranti

come la sua voce.

Quando mi sveglio,

litigo coi due tempi,

con quello dei sogni

e con quello della vita reale.

Riascolto “Diorama”

e prendo ancor più consapevolezza

che quei “Mondi Lontani”

senza tempo,

sono la fuga perfetta

da un mondo in rovina.

Ed è lì che mi sento al sicuro.

Sabina Gipsy.

come in diorama

 

E forse Sogno

Seduta all’ombra del mio tiglio

scorrono muti i miei pensieri.

Ragiono di me,

per me, su me,

su ciò che m’appartiene,

su ciò che non è stato mio.

Quant’è grande il forse?

Interrogo l’abisso del primordio.

Sono forse ombra?

Sono forse sogno?

Forse sono l’ombra d’un sogno.

E tu sei la vita che mi sfugge,

l’inganno d’un vagito lontano.

Sospesa trama dell’adesso

dove mi conduci?

V.

ENTRA NEL SOGNO   Sukhothai, Thailandia

 

Entra nel Sogno

te lo stendo davanti inchinando i miei mezzi sorrisi al tuo passaggio.

Ci sono manciate di parole da trattare alla stregua di altre ed io, se tu lo desideri, le muterò in rose deliranti che costelleranno i tuoi passi.

Esita pure se questa nebbia luminosa ti spaventa e se i guizzi della mia mente si mischiano a pensieri di lame, arretra di qualche passo per non farti scalfire dal loro tagliente ma in realtà fragile bacio.

Comprenderò e non biasimerò il tuo istinto.

In questo regno veniamo avvolti e vestiti da sete orientali brunite d’oro e diamanti. Seguimi e scegli la magia più alta, quella che dal nulla crea i suoi innumerevoli universi.

Danza con me, finché la cadenza dei passi vibra solenne.

V.

pifferaio                    Il Pifferaio, Èduard Manet, 1866, olio su tela.