Strane parole

Suonano strane le parole

se anche il cuore duole,

quando è difficile colpire

la tua ombra all’imbrunire…

Suonano strane le parole

se anche l’anima ti vuole,

quando un solo attimo

può regalare un brivido…

Suonano strane le parole

se poi evapori col sole,

quando tu vai via

e non vedi la mia scia…

Suona strana la mia musica

se poi cede in una lacrima,

quando

la stella del mio cielo

si eclissa dietro un velo…

V.

Bali, Indonesia 🇮🇩

Emozioni

Intonerò il mio canto

a questa vita…

e vestirò i colori

di voi così diverse…

di tristezza ed allegria,

di angoscia ed euforia,

di felicità e malinconia.

L’atmosfera emozionale

del mio essere nel mondo…

tesserà la trama del sentire…

e mentre voi vi schiuderete…

indosserò i colori

dell’esistenza mia pervasa.

Terrò per me

solo il silenzio

e questa brezza

che delicata spiegherà

il perché della mia noia.

V.

Malang, Indonesia.

L’assenza

La mia ombra

scivola sui muri

di questa stanza

chiusa al mondo.

Ho dato vita al tempo

per avere competenza

contro gli errori

e l’ignoranza…

che chi vanta intelligenza

chiama inesperienza.

Il tamburo del mio petto

altero batte

fingendo sufficienza,

ma in segreto urla…

e piange la tua assenza.

Da troppo questi occhi

aspettano il tuo volto

e ora sono stanchi

di lacrime e collirio.

Uscirò da questa stanza

per cercarti…

per cercarmi…

Per dare un senso al vuoto.

V.

Ti parlerei

Io ti parlerei

fuori dai sogni degli uomini,

io ti parlerei per una vita…

ti parlerei se ti conoscessi.

Ti parlerei

in qualunque posto

fuori anestesia

e quel dovunque luce avrà…

Luce che dissolve

le ombre scure…

Ascolterei ogni sussurro

e ritualità nuove di poesia…

Parlerò e mi parlerai…

Sentirò e mi sentirai…

tra le meccaniche celesti

e le insidie del tempo…

E tu che ora risorgi

come Venere dal niente…

vesti i panni del profeta

e dimmi la verità

sul mio futuro opaco.

Sii vento d’immenso

e illudimi se vuoi,

ma dimmi che il futuro

cambierà…

ed io ti porterò

a danzare tra le stelle.

V.

Volcan Kawah Ijen, Indonesia

Linea di confine

Sottile è quel confine

che distingue chi vive

o sopravvive,

ma se ti manca l’aria

tu proverai dolore.

Varcati quei confini

scopriremmo d’esser soli.

L’aria ai fiori taglieremo

e il dolore non avrà colore

nel mondo che già muore.

Quando la luce mi lasciò…

un astro cadde

in tonfo assurdo…

e nel cuore…

lo schianto.

Ora volgerò lo sguardo al cielo

per ritrovarmi tra le stelle,

nell’immenso di quell’io

ch’ancor mi sfugge.

V.

The sea of sand, Mount Bromo, Indonesia

Suoni d’oltre

Suoni d’oltre

tra i silenzi

e questa quiete.

Suoni nuovi

e suoni antichi,

storie raccontate,

fedi e vecchi miti.

Vibra l’espresso

che si esprime,

voce dell’adesso

e linea di confine.

Vibra e si diffonde

l’onda della lira

che l’universo fende

in ogni spira.

Sinfonia celeste

e strumento di misura,

suono primordiale

che l’anima cattura.

Canto del creato,

d’esplosione conseguenza,

grandissimo boato

e ponte di latenza.

V.

keraton yogyakarta, Indonesia 🇮🇩

Paesaggio intermedio

Eccomi al margine

che sovrasta la frontiera…

Silente…

un ritmato canto avverto…

onde contro la scogliera infrante…

e quel canto mi piace e mi seduce…

Scendo…

e dal basso scruto…

una biglia…

si, è una biglia

orna di colori

che si piantano negli occhi

per non uscirvi più…

Seduta sul bordo dell’abisso

avverto il peso del perché

si viene al mondo…

Sono uno spirito distante,

ai comuni vizi alieno,

non ho nome,

non ho casa,

non ho ore…

Sono solo un lieve

spiffero di vento

da nessun dove giunto

tra le immote fronde…

Sono parte indefinita

e inconsistente,

sono pulviscolo

di vita non terrena…

So che non durerà

a lungo la magia…

e già respiro forte,

come se fosse il primo…

come non ho mai fatto…

come se fosse l’ultimo.

È solo un attimo

o l’eternità vissuta?

Nuova leggerezza

suadente mi pervade

ed io la lascio fare…

e la mente già s’immerge,

senza sforzo,

in quel paesaggio intermedio

tra l’adesso e l’oltre…

Palpita forte il cuore

che cerca la sua pace…

mentre misuro la distanza

tra la terra che calpesto

e la vastità del mare…

metafora dell’infinito

che mi sfugge e sopravanza

nel tempo e nello spazio…

Può bastare un attimo?

Si possono condensare

i millenni in un minuto?

V.

Kelingking Beach, Indonesia.

Triquetra

Al di là

d’ogni percorso,

ho constatato le ragioni

di un perché così lontano

alle regole dei molti.

Nel passato rivedo ostacoli che

parevano insormontabili,

occasioni perdute e,

l’abbraccio di persone svanite

nell’ipotetico futuro,

inghiottite e risucchiate

nel vortice di sabbia

della mia clessidra.

Qui,

nel presente,

in questo tempo che non esiste,

ho preservato la mia solitudine,

seducendo il silenzio

nelle ore più rumorose.

Non so se la vita

mi porta a scegliere

o se scegliere

sia prerogativa della vita,

so solo che a volte

ci si sente perfetti

nel punto dove si è

e non importa più

conoscerne il senso.

V.

Esoterica Festival Torino.