Linea di confine

Sottile è quel confine

che distingue chi vive

o sopravvive,

ma se ti manca l’aria

tu proverai dolore.

Varcati quei confini

scopriremmo d’esser soli.

L’aria ai fiori taglieremo

e il dolore non avrà colore

nel mondo che già muore.

Quando la luce mi lasciò…

un astro cadde

in tonfo assurdo…

e nel cuore…

lo schianto.

Ora volgerò lo sguardo al cielo

per ritrovarmi tra le stelle,

nell’immenso di quell’io

ch’ancor mi sfugge.

V.

The sea of sand, Mount Bromo, Indonesia

Suoni d’oltre

Suoni d’oltre

tra i silenzi

e questa quiete.

Suoni nuovi

e suoni antichi,

storie raccontate,

fedi e vecchi miti.

Vibra l’espresso

che si esprime,

voce dell’adesso

e linea di confine.

Vibra e si diffonde

l’onda della lira

che l’universo fende

in ogni spira.

Sinfonia celeste

e strumento di misura,

suono primordiale

che l’anima cattura.

Canto del creato,

d’esplosione conseguenza,

grandissimo boato

e ponte di latenza.

V.

keraton yogyakarta, Indonesia 🇮🇩

Paesaggio intermedio

Eccomi al margine

che sovrasta la frontiera…

Silente…

un ritmato canto avverto…

onde contro la scogliera infrante…

e quel canto mi piace e mi seduce…

Scendo…

e dal basso scruto…

una biglia…

si, è una biglia

orna di colori

che si piantano negli occhi

per non uscirvi più…

Seduta sul bordo dell’abisso

avverto il peso del perché

si viene al mondo…

Sono uno spirito distante,

ai comuni vizi alieno,

non ho nome,

non ho casa,

non ho ore…

Sono solo un lieve

spiffero di vento

da nessun dove giunto

tra le immote fronde…

Sono parte indefinita

e inconsistente,

sono pulviscolo

di vita non terrena…

So che non durerà

a lungo la magia…

e già respiro forte,

come se fosse il primo…

come non ho mai fatto…

come se fosse l’ultimo.

È solo un attimo

o l’eternità vissuta?

Nuova leggerezza

suadente mi pervade

ed io la lascio fare…

e la mente già s’immerge,

senza sforzo,

in quel paesaggio intermedio

tra l’adesso e l’oltre…

Palpita forte il cuore

che cerca la sua pace…

mentre misuro la distanza

tra la terra che calpesto

e la vastità del mare…

metafora dell’infinito

che mi sfugge e sopravanza

nel tempo e nello spazio…

Può bastare un attimo?

Si possono condensare

i millenni in un minuto?

V.

Kelingking Beach, Indonesia.

Triquetra

Al di là

d’ogni percorso,

ho constatato le ragioni

di un perché così lontano

alle regole dei molti.

Nel passato rivedo ostacoli che

parevano insormontabili,

occasioni perdute e,

l’abbraccio di persone svanite

nell’ipotetico futuro,

inghiottite e risucchiate

nel vortice di sabbia

della mia clessidra.

Qui,

nel presente,

in questo tempo che non esiste,

ho preservato la mia solitudine,

seducendo il silenzio

nelle ore più rumorose.

Non so se la vita

mi porta a scegliere

o se scegliere

sia prerogativa della vita,

so solo che a volte

ci si sente perfetti

nel punto dove si è

e non importa più

conoscerne il senso.

V.

Esoterica Festival Torino.

L’incerto

Non so più dove vaga

il mio spirito in tumulto.

Mi ritrovo sola

in un tempo disfatto

con le lancette sciolte.

Tra le nebbie dell’incerto

chiari s’odono

i passi del viandante.

Alta vola l’aquila

nel cielo meno scuro

e forse troverò

la sicura strada

e non rovinerò

lungo la china.

V.

Opera dell’artista Dalí (Nobility of time) 1977-1984. Foto scattata a Milano (San Babila).

Oltre

E ora sono qui,

sono qui adesso,

in questo spazio

e in questo tempo,

in mezzo al mio Verde,

al confine di ciò

che percepisco.

Sola sono qui,

per tutti sono qui,

per tutti

e per me stessa.

Sento, vedo, tocco.

Il tutto già circonda

il mio essere finito.

Ancora,

ancora e ancora

percepisco gusti e odori

della terra che m’accoglie.

Ma io sono di più.

Io posso andare oltre…

Oltre il limite d’un corpo.

Qual è il senso del confine?

Scorgo già i siderei abissi

d’infinito senza tempo.

E lí,

al di lá delle certezze,

vago…

verso ciò che non conosco.

V.

L’alpeggio delle coccole (CO)

L’Etá del Mondo 

“La mia età è l’età del mondo” è una frase di Friedrich Schiller utilizzata dall’artista Anselm Kiefer quando presentò una mostra a Roma.

Schiller è un artista romantico e come tale è un nostalgico.

 La sua nostalgia però non ha nulla di svenevole, non cade nella commiserazione per una mitica e irripetibile età dell’oro.

È una nostalgia che guarda al passato ma che non è passatista.

È la nostalgia di Goethe e Novalis, per cui attiva, che sa, come scriveva Bernardo da Chiaravalle, che “non siamo altro che nani sulle spalle dei giganti”.

Per questo l’età di ognuno è l’età del mondo e per questo dobbiamo continuare imperterriti a riscrivere le nostre età attraverso i testi e i progetti di chi ci ha preceduto considerando l’impegno come un dovere estetico nei confronti di Noi stessi e di chi verrà dopo.

V.

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Barcelona, Spain.

A tavola con persone sbagliate

Mi è capitato di sedermi

ad un tavolo di persone

che con me non c’entravano niente.

Intitolai quella sera:

“Il tripudio ottuso dell’idiozia”.

Il menù della cena si presentava

con l’insensata passività delle idee,

quell’ipocrita ed insulsa pesantezza

che lacera l’acciaio

e si nutre di certezze granitiche,

disgustose

come vermi di filo spinato.

Anche il vino di quel banchetto

mi fu amaro come

il più rancido dei veleni

dunque ci misi poco a decidere

di alzarmi e andar via.

Ripensando a quel momento,

sono solo fiera della scelta che feci.

Uscita dal ristorante

quella notte,

dissolsi il mio tempo

nel più nobile

dei sospiri.

Diedi un bacio alla Luna

e mi sentii più leggera e viva,

promettendomi

di non bere

neanche un goccio di vino

con persone non affini

che avrebbero rubato

anche solo un minuto

del mio tempo.

V.

a tavola con gente sbagliata

 

Color del Rompicapo

Attimi blu come il cobalto,

si affiancano ad altri di un verde opalescente

o a fosfori brillanti screziati di ombre nere.

il tempo è una fantasmagorica cubica di immagini rubike,

non conosce sosta

e scatta in settori con movimenti che vorrei più armonici.

Ho gradito il fatto che la facciata non abbia ancora scelto un unico colore,

monotono.

Intanto mi ingegno a percepire il cromatismo adatto a casellare il mio nome,

mentre i sentimenti assumono la forma irregolare del pensiero.

Posseggo momenti deliziosamente contorti

come tasselli di un ideale rompicapo.

V.

color del rompicapo

Interno della Sagrada Familia, Barcellona, Spagna.