Ora si va via

Ora si va per altre vie,

si va tra i misteri

del vivere ramingo

per dare un senso al viaggio…

Si va via da ciò che fu

della nostra adolescenza,

dai volti ormai sfumati

e dai sogni nel cassetto…

Ora si va via

dalle canzoni idiote,

dalle cattive compagnie

e dall’abuso dei mi piace…

Ora si va via

dall’erotismo

dalle luci di un’estate frettolosa

e dal compiacere ad ogni costo…

Ora si va via

dagli orrori della storia,

dagli ipocriti silenzi

e dalle logiche del branco…

Ora si va via

da questa società dolente,

senza senso e divenire,

che verso il nulla ti conduce…

Ora si va via

per incontrare luoghi nuovi,

per descrivere paesaggi

oltre il grigiore di città…

Ora si va via

per abbracciare cieli veri,

luci, zefiri e colline

e foreste di animali mai veduti…

Ora si va via

tra erbe sconosciute,

canti di cicale e voli di gabbiani

stampati contro il sole…

Ora si va via

dall’ingombranza

degli umani assai brillanti

che ti spiegano la vita…

La stessa vita che non hanno…

Ora si va via

perché viaggiando

puoi incontrare la poesia,

il canto forte che avvicina,

l’alta luce e il largo fiume

che tra le stelle ti trascina.

V. 

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Quinto Regno

In questa vasca

di deprivazione sensoriale

l’acqua non si oppone

e lascia che io affondi

dolcemente

dentro me…

Mi lascio andare

a tutto ciò che non m’aspetto,

galleggio senza gravità

nel liquido isotermico,

dove il mio corpo sembra adattarsi

gradualmente…

Chiudo gli occhi

non ricordo di preciso di averlo fatto…

mi ritrovo sospesa

come la combustione lattea

che si attorciglia a mezz’aria.

Come brezze in superficie

i miei sensi s’ espandono

ma in un altro dove…

nuoto

in un deserto di folla…

 Solitudini in cammino…

maschere erranti

inconsapevoli s’adoprano

cercando rimedi paralleli…

Troppe voci senza un fine

urlano al silenzio…

eppure sento

l’immensità della corrente

che inesorabile mi porta…

al Quinto Regno…

È tutto così diverso

Quassù…

Quaggiù…

non so dare una indicazione precisa

di dove mi trovo,

non mi sento in alto

e neppure in basso…

sono oltre le percezioni sensoriali umane

qui non si odono frequenze cardiache…

tutto intorno a me

scandisce i battiti…

Non ho paura,

voglio inoltrarmi

lungo le dune

di questo mondo indefinito

senza influenze esterne

ma…

C’è un’ombra che mi cerca

nell’altro mondo

non voglio che mi interrompa,

fermatela!

Ditele che non ci sono.

V.

 

Di seguito trovate gli scatti che hanno ispirato il mio testo, potete seguire questa artista sulle pagine instagram: @railwaysphoto @gea_life_art.

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Strane parole

Suonano strane le parole

se anche il cuore duole,

quando è difficile colpire

la tua ombra all’imbrunire…

Suonano strane le parole

se anche l’anima ti vuole,

quando un solo attimo

può regalare un brivido…

Suonano strane le parole

se poi evapori col sole,

quando tu vai via

e non vedi la mia scia…

Suona strana la mia musica

se poi cede in una lacrima,

quando

la stella del mio cielo

si eclissa dietro un velo…

V.

Bali, Indonesia 🇮🇩

Controvento

Spiegami il perché

di questo viaggio

inaspettato

verso luoghi che non cerco…

Ho vissuto e ancora vivo,

ma non colgo

il punto d’esistenza

in cui mi trovo…

Amo stare qui

nel mio dolce rimanere

tra la terra e il cielo,

tra la riva e il mare…

Forte spira il vento

e gonfio è l’aquilone

che lontano mi conduce

tra spavento ed emozione…

E tu che altrove mi accompagni

quale vantaggio otterrai

dalla mia furia

quando sarò senza compagni?

Può sembrare sortilegio

il volo sopra l’aquilone,

ma è una brezza passeggera,

un sogno, un’illusione…

La trama è finta o veritiera,

ma chi mai potrà creare

un mondo nuovo per qualcuno

senza averne visto uno?

Se guardi le nuvole capisci

che il vento non le rende

somiglianti ai pesci,

lo sai che è solo un’illusione…

È l’enigma della tua immaginazione.

V.

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Stromboli, Sicilia.

Emozioni

Intonerò il mio canto

a questa vita…

e vestirò i colori

di voi così diverse…

di tristezza ed allegria,

di angoscia ed euforia,

di felicità e malinconia.

L’atmosfera emozionale

del mio essere nel mondo…

tesserà la trama del sentire…

e mentre voi vi schiuderete…

indosserò i colori

dell’esistenza mia pervasa.

Terrò per me

solo il silenzio

e questa brezza

che delicata spiegherà

il perché della mia noia.

V.

Malang, Indonesia.

Gli specchi

Alzò le braccia al cielo e cadde,

svampando come il ramoscello

arso dalla lava incandescente.

Così, senza un grido od un lamento,

perí l’ultimo nocchier dell’avanguardia.

La flotta, preda d’un terrore ignoto,

ammainati i baldanzosi drappi,

verso il patrio mar volse le prue.

Solo con la forza d’uno specchio,

l’ingegno smisurato d’Archimede

arse le possenti navi senza fiamma.

Fu forse all’ombra del vulcano

ch’egli partorì cotanta furia?

O fu un capriccio di quei Dei

che già pregammo invano?

Oh quante volte ignorarono la prece

d’un popolo in catene!

Qualsiasi cosa fu servì allo scopo.

Per anni le voraci orde dei nemici,

si ritirarono confusi dalla pugna,

tornando mesti sui lor passi.

Ora non salgo più su quelle dune,

ove il mio sguardo perso all’orizzonte,

cercava le vele dell’ennesimo invasore.

Adesso, sgombra da paure e gravi lutti,

ripensando ai flutti che celano i relitti,

quella calma ed accogliente spiaggia,

afflitta dal furor di tanti scontri,

a tutti pare inaccessibile scogliera.

V.

Vulcano Bromo, Indonesia 🇮🇩

Storie

A piedi nudi per la via

un bimbo tira calci

alla sfortuna…

Quasi nudo e sorridente

un altro tira sassi al cielo

mentre finge di volare…

In una via dimenticata

bimbi senza scarpe giocano

con scarti e bottiglie,

regalando ricchi sorrisi.

Dentro una baracca

sotto un ponte

una donna taglia e cuce

vestiti che mai indosserà,

sperando in una vita meno dura.

Un uomo senza denti

e dagli abiti consunti

accompagna il figlio

a scuola

benedicendo il suo futuro.

Storie viste e da vedere,

vissuti veri e giochi duri,

desideri consumati

nei giorni tutti uguali.

Sogni prestati all’occorrenza

imparando a vivere d’istinto

nelle notti senza tetto

finché non mutano le stelle.

V.

Malang, Indonesia.

Ti parlerei

Io ti parlerei

fuori dai sogni degli uomini,

io ti parlerei per una vita…

ti parlerei se ti conoscessi.

Ti parlerei

in qualunque posto

fuori anestesia

e quel dovunque luce avrà…

Luce che dissolve

le ombre scure…

Ascolterei ogni sussurro

e ritualità nuove di poesia…

Parlerò e mi parlerai…

Sentirò e mi sentirai…

tra le meccaniche celesti

e le insidie del tempo…

E tu che ora risorgi

come Venere dal niente…

vesti i panni del profeta

e dimmi la verità

sul mio futuro opaco.

Sii vento d’immenso

e illudimi se vuoi,

ma dimmi che il futuro

cambierà…

ed io ti porterò

a danzare tra le stelle.

V.

Volcan Kawah Ijen, Indonesia