Gli specchi

Alzò le braccia al cielo e cadde,

svampando come il ramoscello

arso dalla lava incandescente.

Così, senza un grido od un lamento,

perí l’ultimo nocchier dell’avanguardia.

La flotta, preda d’un terrore ignoto,

ammainati i baldanzosi drappi,

verso il patrio mar volse le prue.

Solo con la forza d’uno specchio,

l’ingegno smisurato d’Archimede

arse le possenti navi senza fiamma.

Fu forse all’ombra del vulcano

ch’egli partorì cotanta furia?

O fu un capriccio di quei Dei

che già pregammo invano?

Oh quante volte ignorarono la prece

d’un popolo in catene!

Qualsiasi cosa fu servì allo scopo.

Per anni le voraci orde dei nemici,

si ritirarono confusi dalla pugna,

tornando mesti sui lor passi.

Ora non salgo più su quelle dune,

ove il mio sguardo perso all’orizzonte,

cercava le vele dell’ennesimo invasore.

Adesso, sgombra da paure e gravi lutti,

ripensando ai flutti che celano i relitti,

quella calma ed accogliente spiaggia,

afflitta dal furor di tanti scontri,

a tutti pare inaccessibile scogliera.

V.

Vulcano Bromo, Indonesia 🇮🇩

Linea di confine

Sottile è quel confine

che distingue chi vive

o sopravvive,

ma se ti manca l’aria

tu proverai dolore.

Varcati quei confini

scopriremmo d’esser soli.

L’aria ai fiori taglieremo

e il dolore non avrà colore

nel mondo che già muore.

Quando la luce mi lasciò…

un astro cadde

in tonfo assurdo…

e nel cuore…

lo schianto.

Ora volgerò lo sguardo al cielo

per ritrovarmi tra le stelle,

nell’immenso di quell’io

ch’ancor mi sfugge.

V.

The sea of sand, Mount Bromo, Indonesia